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La sconfitta contro i bianconeri fa scivolare in classifica i rossoneri, che ora hanno appena una lunghezza di vantaggio sulla Fiorentina e rischiano di perdere il 3° posto.

Continua il momento no del Milan. Dopo due pareggi consecutivi contro Fiorentina e Napoli, la squadra di Allegri ha infatti perso di misura allo 'Stadium' contro la Juventus capolista. Un ko che se nel punteggio non appare drammatico, potrebbe tuttavia esserlo per le conseguenze negative che questo risultato rischia di portare alla squadra di Allegri.
LA PARTITA | JUVENTUS-MILAN 1-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

JUVENTUS
13
3
41%
7
1
0

MILAN
13
6
59%
0
3
3

A cinque giornate dalla fine della stagione, infatti, i rossoneri, dopo aver visto sfumare il 2° posto, rischiano ora di perdere addirittura il 3°, obiettivo minimo fissato a inizio anno dalla società. 

Tutto è tornato in discussione, dato che i viola di Montella sono appena a una lunghezza di ritardo in classifica, i cugini dell'Inter a -6 e la Roma a -7. Questo dice solo una cosa: che da qui alla fine del campionato la squadra di Allegri non potrà più permettersi passi falsi, diversamente il rischio di non giocare la Champions League nella prossima stagione diventerebbe quanto mai concreto.

Il match contro i bianconeri ha dato al tecnico livornese alcuni dati preoccupanti. In primo luogo ha confermato i problemi dell'attacco, che, orfano dello squalificato Balotelli, ancora una volta si è rivelato inconsistente sotto il profilo realizzativo. Le punte schierate per l'occasione, El Shaarawy, Pazzini e Robinho, non hanno praticamente mai calciato a rete, agendo sempre molto lontane dalla porta avversaria.

Gli unici pericoli ai bianconeri sono arrivati da tiri dalla distanza o inserimenti di centrocampisti e difensori, decisamente troppo poco per una squadra di grande blasone e storia come il Milan. Solo l'ingresso in campo di Bojan ha un po' vivacizzato la manovra rossonera nei 15 minuti finali, che paradossalmente hanno visto più occasioni per il Diavolo di tutto il resto dell'incontro.

El Shaarawy sempre molto largo e parecchio fumoso, Pazzini ben controllato dalla difesa avversaria, Robinho del tutto impalpabile. All'allenatore rossonero, che ritroverà anche Balotelli nella prossima gara, spetta ora il compito di invertire la tendenza fin dal match contro il Catania.

Un'altra nota stonata emersa nel confronto con la Juventus è rappresentata dalla lentezza della manovra. Ritmi di gioco sempre troppo blandi hanno finito per vanificare il buon possesso palla della squadra milanese, che sotto questo aspetto ha fatto meglio della capolista (59 per cento contro il 41). Ma non basta tenere il pallone fra i piedi se poi non si sa cosa farne e i giocatori si muovono poco senza palla, ed è esattamente quello che è accaduto allo Stadium.

Anche la difesa, tornata sotto accusa nelle ultime settimane, ha fatto acqua nel match di Torino. Molto grave l'errore di Ignazio Abate e ingenuo il portiere Amelia nell'azione che ha portato al calcio di rigore di Vidal per fallo dell'estremo difensore sul ghanese Asamoah, lanciato bene in area.

Un autentico 'svarione', che ha vanificato anche la buona prova del centrocampo, con un Riccardo Montolivo sempre più leader della squadra. E ora? Al Diavolo, atteso da un calendario sicuramente non semplice, dal match contro il Catania non sarà più consentito fare passi falsi.

SuperMario Balotelli dovrà caricarsi sulle proprie spalle una squadra apparsa contro i bianconeri in involuzione e a corto di idee, per non mandare in fumo la grande rimonta realizzata nel girone di ritorno. Lo sa bene Allegri, che è consapevole che i risultati che la squadra otterrà da qui alla fine del campionato, decideranno anche sulla sua conferma in panchina per la prossima stagione.

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