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Il numero 92 rossonero è chiamato a trascinare il Diavolo nello scontro diretto contro il Napoli: anche all'andata El Shaarawy fu decisivo con una doppietta importantissima.

Al Milan sicuramente la squalifica di Balotelli nuocerà e non poco. Ma forse a qualcuno potrebbe fare del bene. Toccherà, infatti, di nuovo a El Shaarawy l’incombenza di trascinare i rossoneri verso il mantenimento del terzo posto o il raggiungimento del secondo. Non ci sono dubbi. Senza Balotelli l’equilibrio si sposta di nuovo sul Faraone.

Come all’inizio della risalita della squadra di Allegri, quando il disastro sembrava completarsi gara dopo gara, fu proprio il numero 92 a prendere in mano il gruppo e a riportarlo in alto. Domenica sera contro il Napoli sarà di nuovo il suo momento. All’andata al San Paolo, dopo il doppio vantaggio partenopeo con Inler e Insigne, fu proprio El Shaarawy a scatenarsi in una doppietta che ebbe un significato particolare.

Anche a detta di molti giocatori, fu infatti proprio quella la gara della svolta, quella che fece ritrovare consapevolezza e fiducia a un gruppo che sembrava naufragare sul fondo della classifica. Con Pazzini al centro dell’attacco, il Faraone avrà modo di ritrovare i suoi spazi negli inserimenti e le sponde necessarie. Non solo. Gli verranno recapitati molti palloni in più di quelli che solitamente vengono invece calamitati da Supermario. Questa è la sostanziale differenza. Più palloni riuscirà a giocare, più possibilità avrà di andare in rete.

Un Milan che sarà, dunque, costretto a tornare all’antica e non solo contro il Napoli, gara fondamentale per non perdere terreno dal secondo posto e per archiviare quantomeno i preliminari di Champions League. Ma, se vogliamo fare paragoni, anche nelle scorse stagioni il Milan ebbe un simile trattamento quando c’era Ibrahimovic.

FARAONE DAI DUE VOLTI: PRIMA E DOPO SUPERMARIO
SENZA BALO CON BALO
22 Presenze 8 Presenze
15 Goal 1 Goal
3 Assist 2 Assist
Sostituzioni 4 Sostituzioni
Media Goal 0.68 Media Goal 0.12

Sarà un caso – anche se il “c…o guardi” fu pronunciato proprio dallo svedese – ma anche Ibra venne squalificato nel finale della stagione che vide i rossoneri conquistare il 18esimo scudetto. Lo svedese insultò il guardalinee in Fiorentina-Milan e la squadra di Allegri dovette combattere senza il suo miglior centravanti. Fu Pato poi l’eroe dell’happy end, culminato soprattutto con la vittoria nel derby.

L’anno scorso ancora Ibrahimovic protagonista con una sberla ad Aronica in Milan-Napoli dovette lasciare la squadra orfana dei suoi goal. Insomma la storia si ripete. E ora, a prendere il testimone di Zlatan nel bene e nel male, ci pensa Balotelli.

Il Milan si dispera e si lamenta. Ma non tutto il male viene per nuocere e la storia dell’ultimo scudetto rossonero insegna. Chissà che davvero El Shaarawy non riesca a riemergere per essere lui il protagonista di questa fine di stagione. In fondo se lo meriterebbe anche, visto quello che ha fatto nel girone di andata.

Sarà anche un cliché trito e ritrito, ma il calcio, aldilà di tutte le polemiche, sa dare il giusto valore a chi vive questo gioco con rispetto, passione e dedizione. Il Faraone merita un gran finale di stagione e il trittico di gare che attende i rossoneri è così importante che di certo lui non si tirerà indietro. Ora è il momento di tornare alla ribalta e di riprendersi sulle spalle il Milan che è così vicino all’obiettivo tanto agognato. Le responsabilità fanno crescere.

C’è chi, come El Shaarawy, avrà l’occasione di giocarsi tutte le sue carte per tornare protagonista e chi, come Balotelli, deve ancora imparare che a lui determinati gesti non verranno mai perdonati. Qualunque sia la maglia che indosserà. Esattamente come per Ibrahimovic. I buoni e i cattivi esisteranno sempre. Nella vita e nel calcio. Purtroppo però esisterà sempre anche la discrezionalità.

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