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La squadra di Ballardini è riuscita a pervenire al pareggio, reagendo bene dopo il vantaggio del Siena. Ma la classifica non fa stare affatto tranquilli...

Il Genoa esce dal duro –  e interlocutorio – scontro diretto col Siena con sensazioni contrastanti.  Da una parte c'è soddisfazione per il grande carattere e la buona organizzazione tattica messi in mostra durante l'incontro; d'altro canto però, sono forti anche le recriminazioni per una gara che sembrava destinata a un epilogo dolcissimo già dopo una manciata di minuti, e che si è invece risolta con un nulla di fatto che lascia i rossoblu in una posizione di classifica alquanto instabile. 

COSA VA – Come già accennato, la squadra ha fornito una prova di grande carattere, mantenendo alta la concentrazione per tutti i 90' senza mollare un millimetro, anche dopo la batosta dell'1-2 toscano: un buon segnale in vista di un finale di stagione che si preannuncia particolarmente arroventato.  Buone impressioni ha destato anche la versatilità degli uomini di Ballardini, capaci di cambiare modulo con profitto nel corso della partita (dal 4-3-1-2 iniziale al 3-4-1-2 del finale).

COSA NON VA – Pur non perdendo attenzione, i rossoblu tendono a “rinchiudersi” nella propria trequarti dopo essere passati in vantaggio, lasciando troppo l'iniziativa nei piedi degli avversari. Si tratta probabilmente di un “riflesso” psicologico dettato dalla situazione d'emergenza in classifica, che va però superato: i rossoblu, anche grazie alle caratteristiche di alcuni loro elementi fondamentali (Kucka, Borriello, Antonelli) rendono  meglio come squadra aggressiva, sempre pronta all'incursione e alla manovra d'attacco, che come “linea Maginot” a protezione di Frey.  La “spinta” del Ferraris, inoltre, andrebbe capitalizzata a dovere in tal senso.

TOP&FLOP – Diversi i giocatori che meriterebbero una menzione, ma vogliamo “premiare” Ciro Immobile, bomberino dell'under 21 spesso in difficoltà in campionato, autore di una prova breve (è entrato nella ripresa) ma determinante ai fini del risultato, visto il suo contributo decisivo all'azione del 2-2. Va anche vicino al gol negli ultimi scampoli di partita, ma Pegolo è bravissimo a dirgli di no smanacciando una sua incornata a botta sicura. Non bene Jorquera. Il cileno, in campo dal 1' in sostituzione dello squalificato Bertolacci, non dà alla squadra quella profondità di manovra che si aspetta Ballardini. Troppi tocchi in orizzontale e troppa timidezza in una gara fatta per spiriti forti.

CONSIGLI PER IL MSITER -  Il cambio di modulo, determinato sia dall'indisponibilità di alcuni elementi che dall'esigenza di una gara d'assalto, ha dato buoni frutti per larghi tratti del match. Ha destato ottime impressioni in particolare l'assetto offensivo del finale, con Immobile e Borriello supportati egregiamente da Jankovic, bravo anche a farsi trovare pronto in occasione del gol del pareggio. Il 3-4-1-2 visto nell'ultima parte del match può sembrare una soluzione “estrema”, molto sbilanciata vista anche la composizione “d'assalto” del reparto mediano, ma in realtà, viste le qualità offensive non trascurabili in dotazione ai grifoni, può davvero risultare determinante in chiave salvezza, specie per le gare interne.

FUTURO – Domenica prossima i rossoblu saranno di scena al San Paolo di Napoli. Non propriamente una trasferta morbida per una squadra a caccia di punti salvezza, ma il pronostico tutto a sfavore può, paradossalmente, rappresentare una freccia nell'arco di Ballardini e dei suoi uomini, che avranno meno pressione addosso rispetto agli azzurri. Un po' come già successo allo Juventus Stadium, dove un Genoa in crisi nera agguantò un importantissimo e insperato pareggio: sulle sponde rossoblu del Bisagno si crede al bis dell'impresa torinese.

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