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Dopo il grave infortunio e la depressione, Hernandez è carico e pronto a tornare in campo: "Se tutto va bene torno lunedi. Ho anche imparato a nuotare". Elogi per Delio Rossi.

Era giunto in Italia dall'Uruguay come potenziale campioncino del futuro, ma sia per le opache prestazione, sia per gli infortuni che lo hanno falcidiato, Abel Hernandez non è mai riuscito a dimostrare a Palermo tutto il suo potenziale. Oggi, a 170giorni dal terribile infortunio - lesione di crociato anteriore e menisco esterno del ginocchio destro -  è in programma un test che chiarirà quando potrà tornare ad allenarsi coi rosanero. 

In un'intervista rilasciata a 'La Gazzetta dello Sport, il giovane uruguaiano ha parlato del suo momento attuale e del calvario vissuto durante il periodo di riabilitazione, lasciandosi andare ad una previsione sul suo ritorno in campo: "Lunedì, se tutto va bene, tornerò ad allenarmi con i compagni e tra due settimane dovrei essere in campo".

In passato tanti problemi muscolari, stavolta un infortunio ben più grave ma sul momento meno doloroso: "Sul momento fa più male lo strappo: ti porti dietro il dolore per un giorno ma in poche settimane passa tutto. Per il ginocchio è stato diverso: la sera zoppicavo ma non avevo dolore, il giorno dopo ho fatto la risonanza e...Per i primi dieci giorni il ginocchio faceva malissimo e devo dire grazie ai miei genitori: il giorno dell'operazione avevo mia mamma che dormiva nel letto a fianco e papà lì, su una sedia vicino a me".

Il periodo della riabilitazione è stato uno dei più bui della sua carriera e forse della sua vita: "Ho avuto problemi di depressione, a volte stavo chiuso in una stanza buia, a casa, a piangere. Pensavo che i mesi lontano dal campo non sarebbero passati più". Non tutti i mali vengono per nuocere però: "Io ho anche imparato a nuotare".

"Sì, a 22 anni, adesso mi viene da ridere. C'ero io in piscina con il salvagente e la tavoletta, a pochi metri dai bambini che andavano già veloci. Imbarazzante. Ci ho messo 20 giorni, ma ora so nuotare a stile e a dorso. A rana no, quello è troppo difficile".

Il futuro è a Palermo: "Sì, voglio rispettare i tre anni di contratto anche per ringraziare Zamparini e lo staff medico. C'è stata un po' di polemica perché D'Ippolito, che non è più il mio procuratore, ha parlato di altre squadre ma io vorrei stare a Palermo e riprendere il numero 90. Il 9 e l'11 mi hanno portato sfortuna".

Sulle voci secondo cui la vita notturna smodata avrebbe influenzato il suo rendimento, l'uruguagio chiosa: "Qui a Palermo non faccio uscite serali da un anno e mezzo, però la gente parla ancora molto. Certo, è vero che all'inizio uscivo spesso, ma ero appena arrivato, avevo 18 anni". 

Infine elogi per il presidente Zamparini e per il suo mentore Delio Rossi: "Il presidente è così, sta sempre vicino alla squadra. Sannino è un bravo allenatore e una bravissima persona, anche se per ora scelgo Delio Rossi. Mi ha insegnato più di tutti. Ad esempio a rientrare in difesa. Quando sono arrivato, non avevo neanche idea che si facesse".





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