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L'attaccante calabrese parla di vicende extracalcistiche, torna su Mazzoleni ("Sa di aver sbagliato") e invita gli abruzzesi a non mollare: "Bisogna credere alla salvezza".

Dopo il fiume di polemiche che hanno coinvolto il Pescara e la classe arbitrale, con patron Sebastiani infuriato nei confronti di Mazzoleni, Giuseppe Sculli invita a porre l'accento i limiti mostrati dagli abruzzesi e mette in secondo piano gli episodi a sfavore pur confermando i dubbi sul fischietto bergamasco.

"Gli errori fanno parte del gioco, ma alcuni episodi possono condizionare. Senza dimenticare che talvotla hanno pesato anche nostri errori - ha detto l'attaccante in conferenza stampa - Tornando sulla gara di domenica scorsa credo però che Mazzoleni in cuor suo sappia di aver sbagliato. Quando mi ha ammonito per proteste mi ha detto che non dovevo condizionare la partita. Se ha pronunciato quelle parole, non va bene".

Per quanto riguarda le vicende extracalcistiche che lo hanno colpito di recente, come Scommessopoli, Sculli ha assicurato: "Sono stato indagato come altre decine e decine di giocatori. Ma non sono preoccupato, anche perchè con la coscienza pulita. Sono stato interrogato per la prima volta solo meno di tre mesi fa, dopo un anno e mezzo che girava il mio nome. Sono bastati dieci minuti per chiarire la mia posizione e ribadire di essere estraneo alla vicenda. Io non ho parlato mai con nessuno".

"Non esco con compagni di squadra e dirigenti. Non frequento persone del calcio al di fuori delle partite. Io col calcioscommesse non c'entro - ha proseguito la punta - Sono state messe in giro mie foto vecchie che non avevano e non hanno nulla a che fare con la mia storia calcistica".

Sui fatti di Genoa-Siena dell'anno scorso, l'attaccante calabrese ha precisato: "Sono stato a Genova per sei anni. Sono andato a diverse cene e feste di club come gli altri giocatori. È chiaro che uno conosce qualche tifoso con cui scambia qualche parola e fa foto ricordo. Ma da questo a costruire un film, ce ne passa. In Genoa-Siena ho solo cercato di calmare i tifosi chiedendo loro di farci giocare perchè rischiavamo di retrocedere. Tutto qui. Da quel giorno è la prima volta che parlo di quanto accaduto. Io sono completamente estraneo e sempre disponibile ad essere ascoltato in ogni momento dagli investigatori, come accaduto tre mesi fa".

Infine, ecco il pensiero di Sculli in merito ai continui 'polveroni' alzati sul suo conto: "La verità è che il mio cognome è scomodo. La storia la sanno tutti, e così accade che puntualmente viene tirata fuori la mia famiglia. Ogni volta la rimettono sul piatto. Io ho i giornali del 2004 e quelli del 2013 e dicono la stessa identica cosa. E in questo vicenda del calcioscommesse si è andati ancora una volta sulla vita mia privata. Ma io della mia vita privata posso fare quello che voglio. Se loro vogliono guardare alla mia vita privata che facciano pure".

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