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L'ex Dg della Juventus comprende lo sfogo del tecnico bianconero: "Sassi e bastoni, come si fosse di fronte ad una guerra tra popoli anzichè di fronte ad un gioco...".

Antonio Conte 'minaccia' di andare via da un'Italia sempre più incivile e violenta e Luciano Moggi gli dà conforto, facendo da controcanto allo sfogo del tecnico della Juventus al termine del match vinto in casa del Bologna.

"Ha ragione Conte - scrive l'ex Dg bianconero su 'Libero' - quando si riferisce ai comportamenti dei tifosi avversari, che accolgono l'arrivo del pullman della società bianconera con sassi e bastoni, come si fosse di fronte ad una guerra tra popoli anzichè di fronte ad un gioco, perchè il calcio è un gioco...".

"Da una parte questo significa che la Juve è ritornata ai fasti di un recente passato - argomenta Lucianone, radiato a vita dopo le vicende di Calciopoli - quando dominava dovunque andasse, quella Juve invidiata da tutti che mandò ben 9 giocatori alla finale di Berlino 2006 divisi tra Francia e Italia. Ciò però non può e non deve permettere a chi non sapeva e non sa lavorare di diffondere sempre le stesse malignità, che in passato - contemporaneamente alla morte di Gianni Agnelli, dell'avvocato Chiusano, e in ragione delle lotte per la successione - caddero tutte sulle spalle dei dirigenti juventini del tempo, rei soltanto di aver operato bene facendo grande la squadra".

"Le conseguenze furono la società in B, i dirigenti di quel tempo abbandonati al loro destino dalla società stessa, tante famiglie distrutte. Se in questo Paese lavorare con dedizione e professionalità significa andare incontro a questi problemi, allora ha ragione Conte - conclude Moggi - meglio emigrare. Così come hanno fatto e stanno facendo i nostri allenatori migliori, così come non manifestano più il desiderio di venire in Italia gli assi stranieri...".

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