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Il dg bianconero punta il dito contro il trattamento riservato a 'Madama' in giro per l'Italia e spegne i rumors di mercato: "Conte resterà con noi, 'no' a Ibrahimovic".

Il 'focus' fornito da Antonio Conte su quanto avvenuto all'ingresso della Juventus allo stadio 'Dall'Ara' di Bologna sabato, è stato ripreso da un Beppe Marotta stufo di assistere a scene di odio nei confronti di 'Madama'. Il direttore generale pone l'accento sul trattamento riservato ai bianconeri.

"La situazione sta degenerando - ha evidenziato Marotta a 'Radio Anch'io Lo Sport' - Quando andiamo in trasferta siamo sempre scortati dai blindati della polizia. Mi sembra di tornare alle arene romane, dove c'erano i gladiatori. Il mondo del calcio da solo può fare poco, è questione di cultura. Quello di Conte è un piccolo eccesso di libertà da tollerare, non ha mancato di rispetto al pubblico avversario, si è rivolto ai nostri tifosi. E' giusto lasciare questi piccoli eccessi, perché il calcio è un generatore di forti emozioni".

Sul futuro del tecnico (che dopo il match coi felsinei aveva manifestato voglia di estero), il dirigente è chiaro: "La sua è stata un'esternazione del dopo gara. Conte è un ottimo allenatore e mi auguro che possa restare ancora tanto alla Juve. Capisco che non tutti sono Ferguson, ma mi auguro che le sue considerazioni le farà quando si sarà stancato di vincere con la Juve. Sono però convinto che lo avremo con noi ancora per molti anni".

Niente da fare per ciò che riguarda la 'suggestione' Ibrahimovic: "Nedved ha fatto un commento tecnico. La sua valutazione è condivisibile, ma i parametri che ha non sono quelli che utilizziamo noi. Non sarà un giocatore della Juventus", ha precisato Marotta.

"Icardi? Bisogna avere pazienza con i giovani - ha proseguito - Si deve riconfermare, come i nostri Immobile e Gabbiadini. Il talento c'è, ma prima dobbiamo aspettare le conferme. Ad oggi è una promessa che tutti vorrebbero avere. Anelka? E' arrivato a zero, avevamo Bendtner infortunato e abbiamo voluto rafforzare il reparto offensivo: questa operazione non stata per nulla gravosa".

Il dg del club piemontese, su corsa Scudetto e Champions, ha affermato: "Siamo messi molto bene, ma ci sono ancora 27 punti da fare. Abbiamo consapevolezza delle nostre capacità, quindi c'è ottimismo. Siamo felici di essere di nuovo sul palcoscenico europeo, speriamo che la fortuna ci assista. Quando si parla di Champions si parla di un torneo, non di un campionato. Spesso la fortuna ha un ruolo rilevante. Pensate al Chelsea dell'anno scorso. Al di là delle forze, c'è l'imprevedibilità che può avere un ruolo decisivo".

Capitolo razzismo: "In linea generale il calcio risente del disagio della società. C'è un indebolimento dei valori - ha spiegato il dirigente in merito al fenomeno - Noi abbiamo un rapporto diretto con i tifosi, i quali si comportano bene in linea generale".

Chiusura con elogi, da parte di Marotta, alla crescita del club: "C'è grande orgoglio e grande gioia per aver ricostruito questa società. Grande merito va alla famiglia Agnelli. Hanno creato una società modello e di riferimento per gli altri".

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