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Il fischietto bolognese, durante Milan-Lazio, non avrebbe visto l'autore del fallo su El Shaarawy e sarebbe stato sul punto di espellere Biava, decisivo l'aiuto di Ambrosini.

Sabato rovente per l'arbitro Rizzoli. La scellerata scelta del fischietto bolognese in occasione del fallo di Candreva, costato il rosso all'esterno della Lazio al 16' del match contro il Milan, ha totalmente mandato nel pallone il direttore di gara, e solo l'intervento risolutore di Ambrosini ha evitato che all'errore si sommasse una sonora figuraccia.

Rizzoli infatti era convinto che a commettere il fallo su El Shaarawy lanciato a rete fosse stato Biava, e sarebbe stato sul punto si espellere il centrale biancoceleste. Fondamentale l'intervento del capitano rossonero, che avrebbe indicato all'arbitro il vero autore del tackle. La società biancoceleste adesso è ancora più furiosa. Si sente penalizzata, tutto proprio nel momento decisivo del campionato.

Ma torniamo a quei concitati momenti. Prima della decisione di Rizzoli passano ben novanta secondi, il fischietto sembra deciso ad assegnare la punizione, i giocatori del Milan lo circondano chiedendo il rigore, ma secondo il 'Corriere dello Sport' il dubbio del direttore di gara è ben diverso: chi è stato a commettere il fallo? Alla fine, dopo un conciliabolo con Biava e il consiglio di Ambrosini, Rizzoli mostra il rosso a Candreva tra lo stupore generale.

Inutili le proteste di Dias, che fa notare all'arbitro come il suo intervento in scivolata, successivo al fallo di Candreva, farebbe venire meno i presupposti della chiara occasione da goal. Rizzoli è irremovibile, Candreva lascia il campo tra lo scoramento biancoceleste.

La Lazio vede così compromettersi il match contro il Milan e dovrà rinunciare al talentuoso esterno anche nella delicatissima gara interna in programma domenica prossima contro la Fiorentina. Quando si dice, oltre al danno la beffa.

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