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Suo fratello Azzam, lavora in un bazar palestinese: "Noi non abbiamo bisogno di soldi, ho la mia auto nuova, posso comprare quel che mi serve".

Quello di Adnan Adel Aref Al Qaddumi è diventato negli ultimi giorni uno dei nomi più caldi del calcio italiano. Da quando la Roma ha comunicato di aver trovato un accordo preliminare per il suo ingresso in società, molti sono coloro che si sono interessati alla vita dello sceicco.

Negli ultimi giorni, in molti hanno espresso non poche perplessità riguardo a questa figura, Unicredit, in particolare, non vedrebbe di buon occhio questa trattativa tanto che, Paolo Fiorentino, ha ammesso: "Siamo molto scettici sull'offerta dello sceicco e sulla sua consistenza economica".

Intanto, dal Corriere della Sera, emergono nuovi particolari sulla vita dello sceicco. Suo fratello Azzam infatti, lavora in un bazar palestinese dove ha una bancarella di collanine ed ha ammesso di non vedere da anni Adnan: "Non è venuto al funerale di nostro padre, morto nel 1990, perché gli israeliani avevano imposto il coprifuoco in città. Così ha fatto visita alla mamma un po' di tempo dopo. Ha cominciato a raccontarmi della sua passione per la squadra di calcio, mi ha raccomandato di guardare le partite in televisione, io sono tifoso solo della nazionale palestinese".

Azzam, 43 anni, non ha però dubbi sulle potenzialità economiche del fratello: "Perché vi stupite? Ha relazioni e conoscenze con principi sauditi. Ha mandato 2.700 dollari per nostra madre che vive con me. Ma è stato così complicato recuperarli per i ritardi burocratici che gli ho chiesto di non farlo più. Noi non abbiamo bisogno di soldi, ho la mia auto nuova, posso comprare quel che mi serve".

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