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Per Pietro Lo Monaco non sono stati mesi facili quelli appena trascorsi. L'ex ad del Catania ha ricordato le esperienze nei tre club nei quali ha militato nel giro di breve tempo.

E' stato per anni uno dei punti di riferimento del Catania, una squadra che grazie anche alle sue intuizioni non solo ha trovato la Serie A ma ne è diventata una delle più belle realtà poi, dopo il divorzio dal club etneo, Pietro Lo Monaco si è trovato ad affrontare due esperienze assai complicate: quelle al Genoa ed al Palermo.

L'ed ad rossazzurro, intervistato da Tuttosport, ha ricordato così il quanto gli è accaduto negli ultimi mesi: "Diciamo che non mi sono fatto mancare niente e che in sette mesi ho attraversato due esperienze molto forti. Sapevo che sarei andato incontro a difficoltà e possibili defaillance, ma in entrambi i casi avevo avuto assicurazioni e ampie garanzie, poi...".

Lo Monaco ha raccontato la sua breve esperienza all'ombra della Lanterna: "Bah, lì c’è poco da discutere: praticamente non si è neanche cominciato. In 50 giorni prima del campionato s’è chiarito che avevamo due orizzonti differenti e abbiamo preferito chiudere il discorso".

Più lunga e complessa è stata l'avventura di Palermo: "Ecco, Palermo mi è costata non poco, anche se la storia è durata solo tre mesi e mezzo. Ci credevo molto, sì. Sapevo che la situazione era critica: quando arrivai, a ottobre, la squadra aveva un punto e su un organico che si era salvato a fatica erano stati innestati giocatori retrocessi. C’era da ricostruire e chiuderla così, senza avere avuto il tempo di andare alla fine, lascia l’amaro in bocca. Il calcio, al di là degli inevitabili errori, deve esprimere coerenza e non mi sembra il caso del Palermo. Capisco che non sia mai facile accettare i propri sbagli, ma la situazione della squadra è figlia degli errori che sono stati accumulati negli ultimi anni dalla proprietà. Che, pure, prima aveva regalato tante soddisfazioni a Palermo".

Lo Monaco ha puntato il dito contro Zamparini: "In questi giorni ho letto tante cavolate, e molte pronunciate proprio da lui... Capisco che gli servano giustificazioni al suo modo di operare, ma ne ha davvero poche. Se non passa dall’accettazione dei propri errori, non troverà mai la spinta per ripartire. Però sarà dura. La colpa è solo di Zamparini".

Secondo l'ex ad rosanero il Palermo può ancora salvarsi: "Ora ha un buon organico, però la posizione è critica. Me lo auguro per la gente e per il nostro calcio: la A senza il Palermo è un campionato monco".

Quella nel capoluogo siciliano è stata un'esperienza che l'ha segnato: "Una ferita sanguinante. Credevo al progetto, alla possibilità di costruire qualcosa, di patrimonializzare la società. E ho ricevuto più affetto e stima a Palermo in 3 mesi che in 9 anni a Catania, dove pure ho creato un impero. Ma non ho fatto i conti con l’ego del presidente".

Lo Monaco ritiene di essere il grande artefice dello straordinario Catania di questa stagione: "Io ho inventato e costruito una macchina da guerra, un potenza tecnica ed economica. E sono felice così: per me, per chi ci ha partecipato e per la gente".

Il divorzio da Pulvirenti è stato però di quelli burrascosi: "Per me, semplicemente, non esiste. Non ha avuto niente a che vedere con la costruzione del Catania, lui. Ora mi fa piacere che si pavoneggi con cose che prima viveva solo da spettatore".

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