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Il difensore azzurro fa un appello agli arbitri: "Spero che chiunque diriga non abbia manie di protagonismo, come purtroppo è successo in Supercoppa a Pechino".

"Maschia, vera, ricca di tensioni e, ovviamente, speriamo sia anche bella. Io ne sono convinto: si affrontano due squadre che hanno sempre cercato il risultato attraverso il gioco". E' così che Paolo Cannavaro  immagina la sfida delle sfide tra il suo Napoli e la Juventus.

Per battere i bianconeri ci vorrà..."Una partita perfetta da parte nostra e qualche imperfezione da parte loro. Finora avete visto, complessivamente, un grande Napoli. Venerdì sera dovremo essere grandissimi. E loro dovranno limitarsi ad essere semplicemente grandi", dichiara il capitano azzurro al 'Corriere dello Sport'.

E nessuno dica che il Napoli è in crisi: "Siamo secondi in classifica perché davanti a noi abbiamo trovato una autentica superpotenza. Lunedì abbiamo dominato, con la Samp solo sfortuna, senza dimenticare certi episodi controversi. Abbiamo cinquantadue punti, in altri tempi saremmo primi: però quelli vanno a duemila all’ora e non ce n’è per nessuno".

Insomma la Juve è forte, ma non imbattibile. Cannavaro non molla lo Scudetto: "La matematica dice tante cose: le partite sono parecchie, ci sarà la Champions, devono ancora superare lo scoglio san Paolo. Non consegno un bel nulla e non solo per questioni aritmetiche".

Napoli-Juve è la partita per antonomasia. Le ragioni non mancano: "La prima: è antipatica - e ci metta le virgolette, per favore - visto che è quella che vince sempre. La seconda: ha tifosi in tutti il mondo e anche a Napoli e questo va contro i miei principi sportivi, perché ritengo che ognuno debba tifare per la propria squadra. E poi storicamente sono odiati - sottolinei sportivamente - per questioni che mi sfuggono".

A questo punto è inevitabile che il discorso si sposti su Marchisio, che le sue antipatie le ha dichiarate apertamente: "E lui si è mai chiesto a quanti stanno simpatici? Io spero di stargli sullo stomaco, venerdì notte. Più gli dò fastidio come Napoli, più son contento".

Cannavaro lancia infine un appello, ricordando ancora la direzione di Mazzoleni in Supercoppa: "Non ne parlo mai, non amo farlo, ma messa così va bene: io spero che chiunque diriga non voglia essere protagonista, com’è purtroppo accaduto ad agosto a Pechino. Ci stanno gli errori, che in un anno in genere si pareggiano o si compensano, ma il ruolo dei protagonisti è dei calciatori, degli allenatori".

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