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Nessun astio nei confronti dei napoletani, parola di Marchisio: "Tutto strumentalizzato in modo assurdo, a me Napoli mette pure di buonumore. E' la mia trasferta preferita".

C'è attesa e frenesia, le ore passano e Juventus-Napoli è sempre più vicina. A parlare della supersfida del San Paolo non poteva essere che Claudio Marchisio, a cui i napoletani riserveranno un'accoglienza speciale. Merito della sua 'sana antipatia sportiva', che il 'Principino' ha voluto chiarire una volta per tutte.

"Assurdo, mai vista una strumentalizzazione simile. In quell'intervista a Style, di fatto, indicai il Napoli come avversaria più credibile e pericolosa della Juve. Da due anni ci giochiamo tutto in Italia, le nostre partite sono sempre state durissime, come la finale di Coppa Italia e la Supercoppa in particolare. E' normale che oggi sia questa la sfida che fa scattare qualcosa in più dentro a un giocatore. Io parlavo del Napoli squadra, non dei napoletani o di Napoli città", dichiara nella sua intervista alla 'Gazzetta dello Sport'.

Anzi, Marchisio non vede proprio l'ora di andarci a Napoli..."E' una delle mie trasferte preferite. Amo il clima e il modo di vivere di quelle parti. Ma ora basta, sembra quasi che voglia giustificarmi e invece non ce n'è bisogno, chi mi conosce lo sa bene. Ho il massimo rispetto per Napoli e il Napoli. E soprattutto non sono razzista...".

Una vittoria al San Paolo chiuderebbe il campionato? Marchisio no la vede così: "Finiremmo male se pensassimo una cosa simile. Abbiamo una mentalità ben precisa, che esalta al meglio lavoro e caratteristiche della squadra. Quindi, anche al San Paolo andremo per fare la partita, per vincere e basta, altro che calcoli".

E poi c'è la Champions, ed il Milan nel mirino..."Tiferò per loro, anche perchè non mi dispiacerebbe affrontarli ai quarti di finale. Fermo restando che nessuno, qui a Torino, dà per scontato il passaggio del turno con il Celtic".

Infine il futuro. Marchisio non vuole chiudersi nessuna porta, e lo stesso vale per Conte: "Io durante la settimana non vedo un allenatore con la valigia pronta. Poi è normale che in futuro il mister ambisca ad allenare all'estero. Anche a me non dispiacerebbe provare nuove esperienze fra qualche anno, anche se la mia priorità resterà sempre la Juve".

Chissà magari fra qualche anno vedremo il 'Principino' in Bundesliga: "Amo il calcio tedesco, i loro impianti modernissimi, sempre pieni, e apprezzo la mentalità di un tifoso che non lascia lo stadio nemmeno quando la propria squadra è sotto di quattro gol".




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