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L'ex centrocampista bianconero ha parlato in vista del big match del San Paolo, sottolineando il fatto che il campionato è ancora lungo e la sfida di venerdì non sarà decisiva.

Molti considerano il big match di venerdì sera al San Paolo tra Napoli e Juventus come un vero e proprio spareggio per lo Scudetto. Non è di questa opinione Pavel Nedved, che ha sottolineato come il campionato presenti ancora undici giornate da giocare dopo lo scontro diretto.

Intervistato ai microfoni di 'Sky Sport', l'ex Pallone d'Oro ha presentato la partita esprimendo le sue opinioni: "Non credo sia un match-point quello di venerdì per il campionato. Da definizione match-point significa punto decisivo, dopo Napoli mancheranno ancora undici partite tutte da giocare. Il Napoli ha grandi giocatori, un grande allenatore e due fuoriclasse, come noi può vincere lo scudetto. Sarà una gara importante, ma dopo ne arriveranno altre".

A Napoli la Juventus troverà un clima molto ostile, ma per Nedved è un fatto stimolante: "Il San Paolo mette pressione, e lo ricordo bene. Per un giocatore un ambiente del genere è il massimo e bello da vivere. E' un confronto che mi è sempre piaciuto disputare, sia da calciatore che da dirigente. Nel 2006/07 Juve e Napoli erano in B, ora si giocano lo scudetto, questo significa che entrambe hanno lavorato benissimo".

Poi un elogio all'allenatore Antonio Conte, considerato il vero valore aggiunto di questa squadra: "E' un fuoriclasse. Mi piace da impazzire il suo modo di pensare calcio e lavorare, trasmette umiltà e grazie a questa si ottengono risultati. Per ragioni d'età non ha ancora potuto vincere come Capello e Lippi, ma li raggiungerà perchè Antonio è tra i più bravi in assoluto. Per essere un grande allenatore devi essere in grado di trasmettere alla squadra le tue idee e il tuo carattere, lui lo sta facendo".

Per quanto riguarda il mercato futuro Nedved non annuncia nulla di nuovo: "Abbiamo attaccanti molto validi. Sento di continuo parlare di top-player, ma i ragazzi hanno risposto molto bene sul campo. E' difficile trovare in giro punte più forti delle nostre. Ora penso da dirigente, non più da calciatore. C'è tanto da imparare e lo sto facendo, sono appena all'inizio di questa carriera. Ora mi godo il momento e la squadra, specie i centrocampisti che sono tra i più forti d'Europa".

Infine un commento su Buffon e sul proseguio delle competizioni, con l'obiettivo di arrivare fino in fondo anche in Champions: "Buffon è sempre stato un leader. Nei momenti difficili ha sempre parlato al gruppo, ora è uno tra i più esperti e i più giovani trovano in lui un appoggio naturale. E' un grandissimo anche a livello mentale, sta facendo una grande stagione. Champions? Se riuscissimo a vincerla sarebbe una gioia immensa per me e un giusto premio per un calciatore che ha fatto tantissimo per la sua squadra e per questo sport come Buffon. Non è semplice restare concentrati su entrambi i fronti, però sono contento della strada intrapresa dalla squadra".

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