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Il guerriero del centrocampo bianconero carica a mille l'ambiente e, in vista del big match del 'San Paolo', sottolinea: "Non sarà decisivo, vincerà chi gioca meglio".

E' uno dei cardini della Juventus targata Antonio Conte, arrivato due estati fa da Leverkusen, strappato alla serrata corte del Bayern Monaco, Arturo Vidal confessa sulle pagine del 'Corriere della Sera' tutto il proprio amore per i colori bianconeri.

"La Juve è la squadra più forte d’Italia. Qua sono e qua voglio restare a lungo, per vincere ancora tanto con questa maglia. Io conosco la storia della Juventus, qualche anno fa era la più grande e lo sarebbe ridiventata. Accanto a me ho calciatori fortissimi. È per questo che abbiamo vinto. La forza è l’unione del gruppo. Sia in campo che nello spogliatoio c’è grande sintonia" - spiega un entusiasta Vidal.

Quindi il cileno conferma l'ottimo rapporto instaurato da subito con mister Conte: "Mi ha aiutato molto, mi ha sempre spiegato tutto, su come voleva che giocassi. Bravo ma esigente. Sveglia all’alba? Sono pronto a tutto per vincere".

Vidal si sofferma poi sul big match in programma venerdì sera al 'San Paolo': "Non sarà decisivo, dopo ci sono ancora undici partite, 33 punti a disposizione. Troppi. Il Napoli è una squadra forte, gioca bene al calcio, ha giocatori pericolosi, su tutti Cavani e Hamsik, quelli che sanno segnare. È una partita aperta, me la immagino intensa, combattuta fin dall’inizio. Come il 3-3 del 2011. Quella gara ci ha aiutato molto: rimontare da 0-2 e da 1-3 ci ha dato consapevolezza. Come sempre giocheremo da Juve. Andare avanti, non mollare è il nostro mantra. Fare un pronostico è molto difficile, chi gioca meglio vince".

Poi il cileno punge Maradona, fresco di ritorno sotto il Vesuvio: "Non l’ho mai visto, qualche filmato qua e là, ma penso che Messi, per quello che ha fatto alla sua età, sia molto meglio. A ventisei anni ha già vinto tutto". Infine confessa il sogno Double: "La Juventus può giocare alla pari con tutte: abbiamo sicuramente i mezzi per vincere sia la Champions che lo Scudetto".

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