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Il centrocampista doriano si gode l'ottimo momento vissuto in blucerchiato e glissa sul futuro: "A gennaio c'è stato un contatto con la Juve, ora però penso alla Samp".

Nell'anno della scomparsa dello storico patron Riccardo Garrone, la Sampdoria sembra aver decisamente cambiato marcia e, anche grazie all'avvento di Delio Rossi sulla panchina blucerchiata, ha ingranato la marcia che potrebbe condurla verso una salvezza tranquilla.

Grande protagonista dell'ottimo momento Samp è Andrea Poli, centrocampista dalle indubbie doti tecniche e con un grande futuro davanti. Poli si è confessato in una lunga intervista concessa oggi alla 'Gazzetta dello Sport': "Ero molto legato al patron: una persona buona, genuina, di grande spessore morale, mai sopra le righe, che mi aveva fatto entrare nella sua famiglia".

Quindi il centrocampista blucerchiato si sofferma sul presente, e ammette: "Ora sono contento, ma è vero che l'estate scorsa è stata un pò turbolenta. Sono felice innanzitutto perché ho fatto goal pesanti, utili ad ottenere risultati importanti per la Sampdoria. Segnare è magnifico, ma di sicuro non intendo fermarmi qui, anche se in partita sono più altruista che egoista".

Poli spiega il cambio di marcia sotto la gestione Rossi: "Se all'inizio della stagione sono mancati i risultati, vuol dire che sono stati commessi degli errori da parte di tutti. Io sono abituato a prendermi le mie responsabilità. Di sicuro Delio Rossi, più che un allenatore, è un insegnante di calcio. Un uomo meticoloso, vuole ogni cosa eseguita alla perfezione. In un gruppo giovane, è l'ideale".

E torna sulla recente esperienza vissuta in maglia Inter: "L'anno nerazzurro è stato molto positivo. Lì ho lasciato tanti amici, ed ho potuto, appena ventunenne, giocare con tanti campioni, facendo pure il titolare in Champions. Sul modo in cui il rapporto si è concluso, per rispetto di entrambe le parti, se n'è già parlato troppo".

Quindi nega analogie tra la Samp di oggi e quella di Del Neri, capace di centrare la qualificazione ai preliminari di Champions League: "Parliamo di periodi completamente diversi, a cominciare dall'età dei giocatori, Nel 2009 io ero il più giovane della rosa, il gruppo era più esperto: non bisogna vergognarsi di ricordare che davanti avevamo Cassano e Pazzini".

Infine Poli si sofferma sulla propria posizione in campo e glissa sulle voci riguardo al futuro: "A centrocampo posso giocare un pò ovunque ma è ovvio che io mi trovi meglio nel mio ruolo di mezzala, destra o sinistra. Per quanto riguarda ciò che sarà con la società cerchiamo la miglior soluzione per entrambi, senza vincitori né vinti. La Juventus? Qualcosa è successo,  ma adesso ho davanti a me altre dodici partite di campionato e mi interessano solo quelle".

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