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L'esterno ghanese è pronto a tornare la freccia nera dei primi mesi in maglia Juventus e avverte gli azzurri: "Sono a Torino per vincere, la Supercoppa solo l'inizio".

Il big match contro il Napoli è ormai alle porte, in casa Juventus ci si prepara alla sfida del 'San Paolo' con la giusta dose di tensione, e un pizzico di serenità in più, dopo la frenata azzurra in quel di Udine, frenata che ha assicurato ai bianconeri un margine di sicurezza sulla truppa guidata da Mazzarri.

In una lunga intervista concessa al 'Corriere dello Sport', tocca ad Asamoah, tornato a tutti gli effetti abile e arruolato dopo l'avventura in Coppa d'Africa, introdurre il match di venerdì prossimo: "Sarà una gara difficile, però non ho paura. Dipende tutto da noi: se faremo quel che sappiamo, e giocheremo con cattiveria, non falliremo. Non credo si decida niente, rimarrà ancora un lungo tratto da percorrere. Ad ogni modo, se continueremo a vincere, nessuno potrà raggiungerci".

Quindi il ghanese si sofferma sui prossimi avversari, e spiega: "Cavani è un calciatore importante, come del resto Hamsik, ma noi pensiamo alla squadra, non ai singoli. Il Napoli è forte nel suo complesso, non dipende da un fuoriclasse". Poi esalta il compagno Pirlo: "Lo seguo da quand'ero ragazzino e mi è sempre piaciuto: tra i motivi di felicità, quando ho detto sì alla Juve, c'era la possibilità di poter giocare al suo fianco. Muntari è un altro giocatore che mi è sempre piaciuto, lo seguo da tempo".

Asamoah conferma di trovarsi pienamente a suo agio nel nuovo ruolo di esterno: "Ho sperimentato la nuova posizione nel ritiro di Chatillon. E proprio contro il Napoli, a Pechino, l'ho ricoperta per la prima volta in una partita ufficiale. Mi piace, ho arricchito il mio bagaglio".

E ricorda la vittoria contro gli azzurri in Supercoppa: "Un'emozione unica: sono venuto alla Juve per vincere lo Scudetto, per me sarebbe il primo e la Juve si confermerebbe in Italia. Il massimo". Quindi passa al capitolo Champions, e il ghanese ammette: "E' dura, ma vogliamo essere protagonisti come le grandi Juventus del passato, possiamo riuscirci perché siamo forti come gruppo, ci aiutiamo tutti per cercare di andare lontano. Prima di tutto, però, prendiamoci i quarti: il 3-0 di Glasgow è un bel vantaggio, ma guai ad abbassare la guardia".

E sul calo bianconero coinciso proprio con la sua assenza causa Coppa d'Africa spiega: "Si tratta di una coincidenza, la Juve è composta da tanti calciatori importanti e se manco io ce ne sono altri bravissimi. Può capitare, sempicemente, di non vincere qualche partita. Il rientro è sempre difficile, mi era successo già due anni fa dopo l'Angola. Incide il cambio del clima, lascia tracce l'interpretazione di un gioco molto fisico".

Asamoah poi si lancia in consigli per gli acquisti e sponsorizza l'ex compagno Sanchez: "Possiede grandi qualità, è velocissimo: dovesse venire, potrebbe darci una mano". Infine l'esterno esalta Conte, e rivela: "Ci sostiene quando qualcosa non va bene, ci aiuta a crescere anche attraverso il dialogo. Qui Conte è stato capitano, vincendo tutto, e appena tornato da allenatore ha restituito lo Scudetto. E' un simbolo della Juve e ha appena iniziato un progetto, credo e spero che resti".

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