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Non solo fisco, Maradona spinge il suo Napoli: “Con la Juve all’attacco, vincere per farle sentire il fiato sul collo”

L'ex fuoriclasse argentino, tornato in città dopo otto anni, ha parlato in conferenza stampa dalla Sala Masaniello. "Napoli ha memoria. Mazzarri a Roma e Inter? Magari...".

Mancava a Napoli da otto anni, da quando venne celebrato l'addio al calcio del suo amico Ciro Ferrara. Ieri Diego Armando Maradona è tornato nella sua città. Dove tutti lo considerano il più grande, l'idolo assoluto nei secoli dei secoli.

Ha scelto la sala Masaniello, nel centro storico cittadino, per parlare. Non a caso. Si sente un perseguitato dal fisco italiano (Leggi qui la notizia),  ma ha anche parlato di aspetti prettamente calcistici partendo da quel magico 1984, un anno storico per lui: "Ho tanti ricordi belli, vedere il San Paolo pieno, che non ho visto mai più. Non mi hanno lasciato che il napoletano in venti anni mi faccia ricordare a Napoli quello che abbiamo fatto con quella squadra, che qualcuno non riconosce, ma quella era una squadra di uomini.

Quando Ferlaino diceva che erano 80mila allo stadio mentiva. Erano più di 100mila e il resto se lo metteva in tasca"...

Maradona ha voluto ringraziare tutta la città di Napoli: "Ho pianto quando i ragazzi mi cantavano che io ero la rappresentanza di questa città. Mi sono commosso molto, sono andato a letto piangendo. Cosa significa essere Maradona? Non essere Careca e Alemao...".

La Juventus è prima in classifica: "Io non credo che a dodici giornate dalla fine si possa dire che uno è favorito. Il Napoli deve stare lì alla caccia della Juve, non credete che sono più del Napoli. Loro però sono pratici, arriva una volta e fa due goal. Non deve mollare per niente, devono venire qui... La Juve fuori casa non è quella di Torino, l'ha dimostrato a Roma. Chiedo ai giocatori di non aver paura di vincere, per me il campionato è aperto".

Qualcuno lo vorrebbe come allenatore: "Sarebbe come mancare di rispetto a Mazzarri, non sto pensando alla panchina del Napoli. Non credo che de Laurentiis possa offrimi questo incarico, quello che voglio, perchè è già occupato. Walter sta facendo un grande lavoro. Non sono venuto qui per la panchina, solo per dire che sono innocente".

Venerdì c'è lo scontro diretto: "Mi piacerebbe giocare dietro Cavani, per fare goal come con Careca. Hamsik è un giocatore fantastico. Vedo un Napoli ben messo in campo, forse oggi deve essere più attento, più costante nel gioco, aggressivo. E' un Napoli meglio in avanti che dietro. La stampa del nord vuole distrarre Cavani. Lui deve fare goal alla Juventus".

Mazzarri è in scadenza di contratto, dopo il pressing della folla Diego si sbottona: "No non prendo il posto di nessuno. Roma e Inter lo stanno per prendere? Magari... Ha fatto un grandissimo lavoro, quando andrà via lì allora...".

Frecciata a Pelè: "Ma perchè ti paragonano a lui? Tu sei più forte, mi diceva mia madre, lui giocava con giocatori che non si muovevano in campo. Paragone con Messi? Non me la prendo, con Pelè sì.

Non per il suo colore, ma per quello dice. Qualsiasi stupidaggine. Contro il Milan, che ha meritato, Leo non ha toccato palla. Ma lui è un grandissimo ragazzo. Anche se io credo comunque di essere sempre il migliore. Quanto varrei oggi? Se Pastore vale 45 milioni io allora non avrei prezzo".

Maradona ha spiegato come vorrebbe che il Napoli giocasse contro la Juventus: "La cosa più importante è che il Napoli vinca per far sentire alla Juve il fiato sul collo. Poi vorrei che giocasse sicuramente all'attacco ma sempre con criterio perchè, come già detto, alla Juve basta poco per punirti".

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