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Il vicepresidente del club rosanero ha giustificato l'esonero di Malesani e il conseguente ritorno in panchina di Gasperini con la necessità di ritrovare il bel gioco.

Ancora un cambio sulla panchina del Palermo, fuori Malesani, assunto appena il 5 febbraio scorso, e dentro di nuovo Gasperini. La sensazione è di un generale disorientamento: ormai Zamparini sta superando sè stesso, e non si può certo dire che i continui ribaltoni stiano aiutando la squadra, mestamente ultima in classifica.

"Giocatori disorientati? La situazione è di imbarazzo - ha ammesso il vicepresidente Guglielmo Miccichè - ma dopo 25 partite siamo ultimi. La società sta facendo di tutto e noi non vogliamo retrocedere, sarebbe una grande pecca per la società e la città. Non sarà facile, ma le partite che mancano sono 12 e le scelte potrebbero premiare. Noi ci auguriamo che siano una scossa per la squadra".

Secondo il dirigente rosanero, ospite a 'Radio Sportiva', "la Serie B è vicina, ma noi non ci arrendiamo. Facciamo il possibile per restare a galla. Con Gasperini il Palermo esprimeva un buon gioco, ma i risultati fanno la differenza. Ora siamo nella situazione di dover praticare quel calcio per vincere quelle partite", le parole di Miccichè per giustificare il ritorno del Gasp.

"Potrebbe essere la soluzione estrema - ha proseguito ancora Miccichè - La sconfitta con l'Atalanta ha fatto sì che ci fosse maggior nervosismo, e l'esonero ne è stato conseguenza. Malesani non ha portato lo stravolgimento, soprattutto di risultati, che ci aspettavamo".

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