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L'ex bandiera nerazzurra tira in ballo Stramaccioni e i suoi continui cambi di modulo. Intanto da Londra si è scomodato Villas Boas, che ieri era a San Siro come 'spia'...

Il goal di Schelotto, appena entrato, ha consentito all'Inter di evitare la sconfitta nel derby giocato ieri sera contro il Milan. Ma non le critiche: come quelle indirizzate dall'ex bandiera nerazzurra Sandro Mazzola all'indirizzo di Andrea Stramaccioni, peraltro mai nominato esplicitamente.

Si capisce, però, che il bersaglio sia lui quando il buon Sandrino evoca la confusione tattica come causa principale dei continui alti e bassi vissuti dalla squadra: "Non c'è ancora una quadratura del cerchio - le parole di Mazzola a 'Radio Anch'Io Sport' - All'Inter non si capisce qual'è il modulo migliore e finchè non si trova la quadratura del cerchio il gioco latita".

A proposito di gioco, sulla poca fluidità della manovra, secondo Gianluca Vialli - l'ex attaccante della Nazionale, oggi commentatore per 'Sky' - incide anche la contemporanea presenza in campo di due senatori: "Ho l'impressione che i nerazzurri vadano in difficoltà quando giocano insieme dall'inizio Cambiasso e Zanetti. Quello di ieri, comunque, è un pareggio che sta bene a tutti: al Milan, perchè non perde l'euforia post-Barcellona, mentre l'Inter, che resta attaccata al treno Champions, potrà passare una settimana serena".

Tra gli spettatori della stracittadina, va segnalato, c'era anche Andrè Villas Boas, tecnico del Tottenham avversario dei nerazzurri negli ottavi di Europa League (andata a Londra il 7 marzo, ritorno a San Siro il 14). Il portoghese si è travestito da 'spia', riempiendo il proprio block notes di appunti sulla squadra di Stramaccioni. Tuttora indecifrabile, secondo Mazzola e non solo.

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