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Il tecnico della Roma ha detto la sua sull'esonero del boemo e ha tracciato un primissimo bilancio sulla situazione dello spogliatoio e sui nomi più 'caldi'.

La seconda avventura alla Roma di Zdenek Zeman non è andata come il boemo e la tifoseria speravano. Aurelio Andreazzoli, succedutogli in panchina dopo esserne stato un collaboratore, ha chiaro il motivo del sostanziale fallimento zemaniano.

"All'interno di un gruppo di lavoro deve scoccare la scintilla, deve nascere quella chimica senza la quale le cose non funzionano. Forse, nel caso di Zeman, è mancato qualche elemento", ha spiegato l'attuale tecnico giallorosso ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport'.

"Bisogna anche dire che con Zeman, o in certe partite o all'interno di alcune gare - ha poi aggiunto - la squadra ha espresso un calcio meraviglioso, come del resto il mister ci ha abituato a vedere nel corso della sua lunga carriera. Ci sono state gare in cui abbiamo annichilito gli avversari".

Con due successi di fila (su Juventus e Atalanta), la squadra pare aver ripreso a marciare: "Abbiamo ottenuto un successo importante a Bergamo, contro un avversario difficile e in condizioni atmosferiche difficili. Noi, abituati al fioretto, ci siamo adattati ad usare la spada".

Il passaggio da tattico ad allenatore non è stato affatto sofferto: "Vivo da 8 anni a Trigoria, conosco vita, morte e miracoli dell'ambiente, e mi ero fatto un'idea ben precisa di cosa non andasse. I problemi non riguardavano solo la squadra, ho chiesto aiuto a tutti e tutti mi stanno aiutando, tifosi compresi. I giocatori, poi, sono di valore assoluto, basti pensare che ieri abbiamo lasciato a casa Totti, De Rossi, Castan e Destro".

A proposito di singoli, questo il suo parere su Daniele De Rossi, che ha vissuto una prima parte di stagione molto travagliata a causa dei suoi dissidi con Zeman: "Ha bisogno di tempo, nel calcio di oggi bisogna essere sempre al top fisicamente. Daniele, comunque, riesce a fare grandi prestazioni anche se non è al 100%, sono convinto che tornerà campione".

Positivo anche il suo giudizio sul portiere Stekelenburg, un altro che non aveva legato col boemo: "E' rinato, sta dimostrando il suo valore, lo si è visto sia ieri che contro la Juve, con quella parata sulla punizione di Pirlo. Lo vedo lavorare con entusiasmo tutti i giorni".

Entusiasmo che non difetta nemmeno allo stesso Andreazzoli: "Come vivo le tante voci sui possibili allenatori in arrivo? So qual è il mio ruolo, sono sereno. La società prenderà le sue decisioni, e io le accetterò senza problemi".

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