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"Tutti hanno gli occhi per giudicare - dice dopo il ko col Cagliari - Peruzzo, poi, non ci ha concesso un rigore: il fallo su di me era netto. Peccato non aver preso punti".

Nella pirotecnia andata in scena in quel di Is Arenas sotto gli occhi di... pochi intimi, un aspetto l'hanno notato proprio tutti: la giornataccia di Angelo Ogbonna, speranza del Torino, centralone nel giro della nazionale ma ieri pomeriggio incredibilmente fuori fase nella rocambolesca sconfitta (3-4) dei granata col Cagliari.

Il mancino che piace un po' a tutti ha provocato due calci di rigore ed è pure stato espulso. "Una sensazione bruttissima, non mi era mai capitato nemmeno nei pulcini. È una cosa che ti butta giù parecchio. Sono dispiaciuto e amareggiato" ha detto nel post partita di Quartu Sant'Elena a proposito del rosso comminatogli dall'arbitro Peruzzo, il primo della sua carriera.

Ecco, Peruzzo: proprio il direttore di gara di Schio è l'obiettivo delle proteste di Ogbonna. "Ogni singolo momento chiave della partita è stato condizionato. Il match lo hanno visto tutti. L'espulsione? Forse non conosco il regolamento. Sono stato considerato ultimo uomo e cacciato direttamente, ma credo sia stata una decisione troppo fiscale. E questo metodo ieri non è stato usato per tutti".

Anche sui rigori, Ogbonna ha qualcosa da dire. "Faccio il difensore, se non posso intervenire così per paura che l'arbitro fischi, allora come intervengo? E poi è strano: sul secondo rigore sono stato espulso, sul primo nemmeno ammonito. Forse non era nemmeno fallo...". E ancora: "Ce n'era uno su di me, di rigore, sullo 0-0. Sarebbe cambiata la partita. Sì, siamo stati penalizzati".

Certo, però, che anche il Torino deve mangiarsi le mani per una sconfitta maturata in modo rocambolesco. "Avremmo meritato di più, ma dovevamo chiudere i conti prima - ha ammesso Ogbonna - Ci prendiamo la prestazione del secondo tempo, anche se non siamo riusciti a portare a casa nemmeno un punto". Ed è l'aspetto che, alla fine, fa più male, oltre al rosso e ai rigori contro.

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