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La formazione rossoblù ha battuto il Torino 4-3 in una gara non adatta per i debolo di cuore. Doppietta di capitan Conti, torna al goal Pinilla: ora dieci punti sulla terzultima.

Cagliari-Torino 4-3. Sette goal, tre rigori, due espulsioni, nessuna delle due squadre mai in vantaggio per più di una rete. Cuore e fortuna. Una gara spettacolare, ridono i rossoblù, piangono i granata. Una sfida così rimane nel cuore anche senza il pubblico, in una gara a porte chiuse. I tifosi, come richiesto dalla società per evitare incidenti, non si sono recati fuori dall'impianto al termine del match.

COSA VA -
Capitolo uno: dieci punti in più rispetto alla terzultima. Dopo il baratro di fine 2012 la formazione di Pulga e Lopez si è ripresa alla grandissima, scalando posizioni su posizioni portandosi a un solo punto dalla parte sinistra della classifica.

Capitolo due: una striscia positiva che continua inesorabile. In seguito alla prima gara del 2013, k.o contro la Lazio, i sardi non hanno più perso. Capitolo tre: nonostante le tribune vuote (un centinaio nella Main Stand, invitati dal comune, compresi dirigenti e addetti ai lavori) la squadra non molla mai.

COSA NON VA - Se sul campo si sorride, fuori, per ora, si piange. Il problema non è la salvezza, che se dovesse arrivare sarebbe comunque un miracolo vista la questione stadio e l'arresto di Cellino, ma bensì il futuro.

Il patron rimane in carcere, mentre il club ha annunciato di stare lavorando all'agibilità definitiva dell'Is Arenas per la prossima gara casalinga, ma quest'anno non si può mettere la mano sul fuoco, mai e poi mai. Se si otterrà l'innocenza del presidente e l'ok per l'impianto, dal prossimo anno stop alle polemiche.

TOP E FLOP - Daniele Conti per poco non si scioglieva in un fiume di lacrime dopo il fischio finale: due goal con il figlio per la prima volta raccatapalle, la corsa sfrenata per abbracciare il piccolo Bruno (do you remember?). Capitano inossidabile, leader, goleador, decisivo. Ed emozionato.

Finalmente può essere chiamato nuovamente Pinigoal, il cileno. Entra benissimo in partita, Pinilla, sponde, sportellate, si procura il penalty e lo segna. Fiducia in vista del proseguo del torneo. Male Ibarbo, francobollato dai difensori piemontesi, da rivedere anche Avelar, fatto a pezzettini dal devastante Cerci.

CONSIGLI PER IL MISTER - Innanzitutto applausi per aver tenuto unito il gruppo nonostante Buoncammino, Is Arenas e via dicendo. Cossu è finalmente tornato quello di un tempo; ora avanti con questi undici, il trequartista cagliaritano dietro Sau e Ibarbo è la via maestra, da seguire senza indugi.

Ottima la gestione di Cabrera e Pinilla subentranti dalla panchina, sono loro i perfetti sostituti degli intoccabili. Ergo, in caso di indisponibilità dei titolari, i due sopracitati sapranno fare benissimo anche partendo dal 1'.

FUTURO - Chiamasi Bologna, ennesima diretta concorrente per la salvezza. La compagine emiliana avrà due giorni in meno a disposizione per preparare la gara, visto il rinvio causa neve. Un vantaggio? Forse, anche se in Serie A nonostante tutto non si può mai ancitipare il futuro.

Conoscendo la flessione cagliaritana che avviene da marzo in poi bisognerà tenere alta la guardia per non cadere in trappole infernali a metà primavera.

Ma con il cuore e un pizzico di fortuna, come avvenuto contro il Torino, e sopratutto con una voglia di vincere per il proprio patron, stavolta il Cagliari non si siederà sugli allori.

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