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Il regista rossonero alla vigilia della gara contro l'Inter: "E' la concorrente più pericolosa per il terzo posto, non dobbiamo essere presuntuosi dopo la vittoria col Barcellona"

E' a Milanello solo da pochi mesi ma Riccardo Montolivo è già a tutti gli effetti uno dei leader del nuovo Milan. Il 'Capitan Futuro' rossonero, dopo l'impresa contro il Barcellona, spera di vivere l'emozione della prima vittoria in un derby: "Non ci siamo persi in festeggiamenti - assicura nell'intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport' - Siamo concentrati".

Quest'anno il derby può valere un posto in Champions nella prossima stagione: "Sappiamo che il terzo posto è l'obiettivo da raggiungere e che l'Inter è la concorrente forse più pericolosa per noi. E poi, contro il Barcellona avevamo meno da perdere. Ora abbiamo ancora più responsabilità e ci giochiamo tanto. Mi aspetto conferma di quanto di buono abbiamo fatto contro il Barcellona, o sarà stato tutto inutile. Siamo partiti con l'handicap, ora bisogna stare attenti a non sciupare tutto. Dobbiamo soltanto continuare così e evitare di cadere in peccati di presunzione soltanto perché abbiamo battuto il Barcellona".

Montolivo, che già aveva indovinato il risultato di Milan-Juventus, prova ancora il pronostico: "0-1, goal di El Shaarawy. Così non scrivono più che è depresso perché segna sempre Balotelli. Stephan è un ragazzo maturo, e poi lui e Balotelli vanno molto d'accordo. In campo si cercano, non vedo problemi…"

L'uomo più atteso però è ovviamente SuperMario: "E' cresciuto, penso sia preparato a certe situazioni. Non credo che scatterà al primo fallo. Lui è sempre sotto i riflettori, cerchiamo di aiutarlo. Mario è un buono, un generoso che si mette sempre a disposizione degli altri. A volte è un po' sopra le righe, ma per come l'ho conosciuto io nel Milan e in Nazionale, lo giudico un personaggio positivo".

Montolivo però ha dimostrato di essere altrettanto importante per questo Milan. Berlusconi e Galliani lo hanno definito il 'nuovo Pirlo': "Andrea è uno dei più bravi del mondo, e se mi paragonano a lui per me è un onore. Poi, io interpreto il ruolo a modo mio. Lui è il migliore in fase di costruzione, io magari in fase di interdizione do qualcosa in più".

Ad attenderlo in futuro c'è la fascia di capitano del Milan, che l'ex regista della Fiorentina ha avuto modo di indossare a novembre: "Gelosie? No, perché era un premio che mi veniva dato. Ma la gerarchie esistono e io come tutti le conosco benissimo. Ragazzi come Ambrosini, Abbiati, Bonera sono fondamentali per il Milan, perché hanno il Milan dentro, e ti trasmettono davvero l'importanza della maglia".

Merito di Allegri, che lo ha subito considerato un pilastro del nuovo ciclo rossonero: "Il mio allenatore sta facendo crescere una squadra. Sono arrivato e praticamente non conoscevo Allegri, ora posso dire che è molto bravo. Non so che rapporti abbia avuto con i giocatori di prima, ma vedo come lavora con i giovani, la sicurezza che infonde a tutti, la serenità che ci trasmette soprattutto prima e durante le partite complicate. Per me è l'uomo giusto per questa squadra".

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