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L'americano è dispiaciuto per le difficoltà di questa stagione dei giallorossi: "Dovremmo lottare per lo Scudetto", mentre l'italiano rivela: "Fabregas è il mio idolo".

Entrambi saranno titolari domenica contro l'Atalanta. Alessandro Florenzi e Michael Bradley dimostrano il loro attaccamento alla maglia della Roma nelle dichiarazioni rilasciate oggi, il primo al sito ufficiale giallorosso, il secondo al canale tematico 'Roma Channel'.

"Vestire questa maglia è un orgoglio. - ha affermato il centrocampista italiano - La mia Roma preferita è quella del periodo di Spalletti". Il giovane giallorosso ha parlato poi di quelle che sono le sue caratteristiche. "Tra i miei pregi c'è quello di inserirmi senza palla, un mio difetto è forse la gestione delle energie durante la partita". Infine ha rivelato: "Il mio modello è Fabregas".

Sulla stessa lunghezza d'onda del compagno di squadra anche l'americano. "Sono molto orgoglioso di giocare per questa squadra. - ha dichiarato a 'Roma Channel' - È stato sempre il mio sogno quello di giocare per una grande squadra, una squadra importante. Quando indosso la maglia giallorossa è un'emozione incredibile".

Bradley ha quindi espresso la sua delusione per i risultati ottenuti fino a questo momento, che non rispecchiano la reale forza della squadra.

"E' una cosa che ci fa tanto male. Con questa squadra dovremmo stare più in alto in classifica, dovremmo lottare per lo scudetto, per entrare in Champions.
- ha affermato - Purtroppo non siamo riusciti quest'anno a rendere al meglio. Sappiamo tutti che quello che stiamo facendo non basta. Abbiamo disputato tante partite buone ma ci manca quella continuità che serve per vincere qualcosa. Mancano ancora tante partite e il periodo più importante della stagione deve ancora venire. Siamo tutti concentrati per finire la stagione al meglio".

Poi sul cambio di schieramento tattico dopo l'esonero di Zeman e la promozione di Andreazzoli. "Siamo stati tutti bravi a capire subito cosa volesse il mister. - ha detto - Tutti hanno giocato anche in altre squadre, con altri sistemi di gioco. E' una cosa normale, bisogna applicarsi per capire le cose nuove ma secondo me siamo sulla strada giusta e dobbiamo continuare così".

Infine il centrocampista statunitense ha raccontato le emozioni provate a rappresentare la Nazionale a stelle e strisce. "Vestire la maglia degli States significa tutto. Sono una persona che quando gioca per una squadra dà tutto per la squadra e per i tifosi. Giocare per la Nazionale significa rappresentare in quel momento il tuo Paese ed è una cosa importantissima. Ogni volta che senti l'inno prima della partita è una cosa che non si dimentica mai".

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