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Il giudice Casula ha respinto la richiesta dei suoi avvocati. Restano in carcere anche Contini e Lilliu. Appello del club sardo ai tifosi: "Domenica non venite a Is Arenas".

Pessima notizia per Massimo Cellino: al presidente del Cagliari è stata negata la scarcerazione, e dunque il numero uno del club sardo dovrà restare dietro le sbarre. Il giudice Casula ha infatti respinto la richiesta avanzata dai suoi avvocati. Non usciranno nemmeno il sindaco di Quartu Mauro Contini e l'assessore ai lavori pubblici Stefano Lilliu.

Cellino, in carcere dal 14 febbraio, nei giorni scorsi ha ricevuto la visita del deputato Pili, dell'editore di Unione Sarda Zuccheddu e persino di Gigi Riva. Ma ora pare essersi stancato: ritiene infatti che chi lo va a trovare lo faccia con "cordialità solo apparente, ma finalizzata soltanto ad avere visibilità". E non vuole più ricevere visite.

Intanto, il Cagliari rivolge un appello ai propri tifosi, in un comunicato pubblicato sul sito ufficiale. Le parole sono chiarissime, e possono essere riassunte in un'unica, semplice, raccomandazione: "Non venite allo stadio domenica contro il Torino, altrimenti la situazione potrebbe peggiorare". Parole, peraltro, che fanno il paio con quelle, di scusa, rivolte ieri agli abbonati per i disagi provocati in questi mesi.

"Cari tifosi rossoblù - si legge nel comunicato - domenica non andate a Is Arenas. Nemmeno a sostenere la squadra fuori dallo stadio dal momento che con il Torino si giocherà a porte chiuse. È estremamente importante evitare assembramenti nei pressi dello stadio. Seguite la partita in televisione a casa, o in locali pubblici autorizzati a diffondere le immagini".

"Come è facile capire, il Cagliari sta vivendo un momento delicatissimo, per questo vi chiediamo collaborazione, comprensione e senso di responsabilità. Il futuro del Cagliari è nelle vostre mani. Sappiamo che tutto ciò è doloroso, non poter vedere la propria squadra del cuore e non poterla sostenere in una gara importante per la salvezza è, per voi e per noi, fonte di amarezza. Adesso, però, è il momento della massima responsabilità".



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