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Prevista per il 18 marzo, potrebbe nuovamente slittare la decisione dell'Alta Corte del Coni in merito a Cagliari-Roma. La causa è il ricorso al Cds da parte della Prefettura.

Senza via d'uscita. E' la parola giusta per definire i due casi che flagellando il Cagliari da ormai una stagione intera: quello relativo ad Is Arenas e quello in merito all'infinita (ma mai disputata) partita con la Roma. Di novità ne escono ogni giorno, ma non sono praticamente mai positive.

La questione Cagliari-Roma sembrava infatti destinata a chiudersi il 18 marzo - con la decisione da parte dell'Alta Corte del Coni - ma la data potrebbe nuovamente slittare a causa del ricorso al Consiglio di Stato da parte della Prefettura cagliaritana, che ha impugnato la sentenza del Tar della Sardegna che si era opposto al rinvio dell'incontro.

Oggi, intanto, il Gip Gianpaolo Casula deciderà se scarcerare o meno il presidente Cellino, che in questi giorni ha ricevute visite continue dal deputato del Pdl Pili e quella a sorpresa di Gigi Riva. E sono stati proprio questi incontri a fare insospettire la Procura, che ora starebbe indagando su un possibile coinvolgimento anche di questi ultimi nel caso Is Arenas.

Fatto sta che il nuovo impianto del Cagliari continua a non essere a norma, non avendo la società sarda presentato le documentazioni necessarie. I tifosi, abbonati in primis, ricevono le scuse ma patiscono una situazione diventata insostenibile. E adesso alcuni consiglieri comunali chiedono addirittura di poter riaprire il Sant'Elia. Sarebbe il colmo, ma siamo in Italia.

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