thumbnail Ciao,

Il nome dello sceicco giordano è stato già associato ad un paio di affari nell'ambiente della Capitale non andati a buon fine. La società, intanto, prepara nuove iniziative...

Una Roma arabo-americana. E' nata ufficialmente ieri, con l'ingresso in società dello sceicco Al Qaddumi nel pacchetto di maggioranza. Da adesso in poi bisognerà fare i conti con questo principe giordano, classe 1959, residente in Italia, esattamente a Perugia, da circa 25 anni.

La sua biografia è misteriosa ai più. Pare che sia proprietario di due aziende petrolifere (una delle quali con sede in Canada). Dall'entourage, dopo l'annuncio dell'accordo, risalente a ieri sera, filtra grande entusiasmo: "Faremo grandi cose", è la promessa, evidenziata dalla 'Gazzetta dello Sport'.

Sul conto di Al Qaddumi, però, stanno già circolando diverse voci, non sempre positive. Ad esempio, il suo nome è stato associato ad un paio di affari romani (Hotel Eden e Acqua Marcia) mai decollati. Lo sceicco, tra l'altro, aveva già provato ad entrare nella Roma due anni fa, all'interno di una cordata guidata dall'americano Sean Deson. All'epoca, però, UniCredit bocciò il progetto, preferendo l'accoppiata DiBenedetto-Pallotta.

Il chiodo fisso, ad ogni modo, rimane la costruzione dello stadio di proprietà. Al Qaddumi potrebbe contribuire investendo 50 milioni, parte dei quali verrebbe utilizzata per risanare i conti. Una ricapitalizzazione, insomma, più robusta di quella di 30 milioni finora ipotizzata negli ambienti societari.

Il club, intanto, sta studiando una serie di iniziative per fidelizzare i tifosi. Entro metà marzo dovrebbe arrivare il lancio della campagna abbonamenti del prossimo anno, in largo anticipo. A fine stagione, inoltre, la squadra dovrebbe partire per una tournèe nel Sud-Est asiatico: Indonesia e Hong Kong saranno tra le tappe, forse anche Cina e Medio Oriente. Entro aprile, infine, verrà annunciato il nuovo sponsor tecnico, con la Nike favorita su Adidas e Warrior.

Sullo stesso argomento