thumbnail Ciao,

Il giocatore del Parma ha parlato in un'intervista di nonno Giampiero, parlando anche del proprio idolo: Ronaldinho e non Del Piero.

Si dice sempre che essere "figlio di" in un paese come l'Italia significhi solo trovarsi davanti tutte le porte aperte, ma il nome Boniperti sulla schiena può anche pesare moltissimo e attirare su di sé attenzioni e grandi aspettative. Lo sa benissimo Filippo, nipote del grande attaccante bianconero in forza al Parma dopo l'esperienza all'Empoli, il quale ai taccuini del 'Corriere dello Sport', ha dichiarato:

"Mio nonno ha significato tanto per me. Non mi ha mai portato allo stadio, una volta è venuto a vedermi ma è andato subito via perché soffriva troppo. Mi ha raccontato molte cose del suo calcio, partite, compagni, avversari. La mia storia preferita? All'epoca non esistevano i cambi e lui mi dice sempre che, in caso di infortunio, l'unica era far male a un avversario e farsi espellere almeno si pareggiavano i conti".

Dal celebre nonno, Filippo avrebbe voluto ereditare oltre al talento, anche il temperamento: "Era un po' più cattivo di me, sapeva farsi rispettare, dovrei imparare da lui. Mi dice sempre che i gol sono importanti ma io preferisco farli fare, poi gioco più arretrato rispetto a lui. Sono cresciuto con il mito di Del Piero ma il mio idolo è Ronaldinho. Ora sto bene e voglio dare tanto per il Parma, voglio riassaporare le emozioni del mio esordio con la Juventus. Pensare che a 5 anni se non ci fosse stato il mio allenatore, sarei andato al Torino...".

Sullo stesso argomento