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Intanto il centrocampista azzurro non è partito alla volta di Plzen, come confermato ufficialmente dal Napoli che parla di "influenza".

Mentre continuano a infittirsi le voci sui possibili moventi della rapina - ma, ora si viene a sapere, anche della brutale aggressione - a Marek Hamsik, a cercare di far calmare le acque arriva la voce serena del padre del centrocampista slovacco del Napoli, interpellato sulla sgradevole vicenda da 'Il Mattino'.

"Lui è sempre puntuale, chiama sempre. Quando l'ho sentito aveva la voce tesa: 'papà, mi ha detto, mi hanno aggredito'. Io non ci credevo. Sono rimasto scioccato. Poi Marek mi ha subito rassicurato, mi ha detto che stava bene che non era successo nulla e allora mi sono potuto rilassare un pochino".

Hamsik Sr. riavvolge il nastro, ritrovando preoccupanti analogie: "E' la terza volta che è successo, nel 2011 puntarono la pistola anche alla moglie che era incinta. Ma noi abbiamo sempre pensato che si tratta di una coincidenza. E penso che sia la stessa cosa adesso".

"Sono dei banditi, seguono e colpiscono quelli che hanno le auto costose - spiega il padre del giocatore azzurro - A loro non importa chi siede dentro, se è un campione o no. Marek ama Napoli, certo è dispiaciuto ma è un ragazzo molto forte e sono convinto che poco a poco tornerà alla vita di tutti i giorni...".

Intanto, pur regolarmente convocato per la trasferta di Europa League a Plzen, Hamsik non è partito con i compagni, come confermato ufficialmente anche dal Napoli, che parla di "influenza" nel suo breve comunicato. E qualcuno già parla di "febbre da paura"...

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