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L'ex centrocampista palermitano critica le scelte fatte in sede di mercato dai rosanero: sacrificare i giocatori pronti per affidarsi a giovani (e mediocri) scommesse.

Il Palermo è sempre più ultimo in classifica e l'incubo Serie B diventa sempre più concreto a tredici giornate dalla fine del campionato. Il patron rosanero, Maurizio Zamparini, nelle scorse settimane ha scritto una lettera ai tifosi palermitani invitandoli a rimanere vicino alla squadra e sottoscrivendo ancora una volta l'impegno e la passione verso il club.

Da Giuseppe Sannino ad Alberto Malesani, passando per Giampiero Gasperini, cambi di allenatori e repentini stravolgimenti dirigenziali, il caos non sembra iniziare qui ne è sicuro l'ex regista rosa Fabo Liverani intervistato ai microfoni di "Tifosi" e come riportato sulle pagine di palermo24.net:

"Io ricordo la prima formazione del mio Palermo: Amelia, Kjaer, Balzaretti, Bovo in difesa, Nocerino, Migliaccio e io a centrocampo, Cavani e Miccoli in attacco Nel giro di tre anni non è rimasto nessuno, ora il primo anno ci sta che possa essere ceduto qualcuno, il secondo anno ne paghi le conseguenze e va bene, ma il terzo anno poi è chiaro che qualcosa si rischia. Erano giocatori che conoscevano la categoria a cui poi si sono aggiunti Hernandez e Pastore, ragazzi di classe che si sono inseriti in un'ossatura già collaudata".


Non mancano le critiche alla politica trasferimenti degli ultimi anni: "Si è pensato esclusivamente a prendere giocatori in prospettiva ma che non potevano avere la stessa qualità dei precedenti ma servivano solo a fare numero. Un pensiero del genere va bene se decidi di puntare sui giovani purché alle spalle tu abbia un'ossatura di sei-sette giocatori che conoscono perfettamente il campionato e inserendoli piano piano all´interno di un progetto. Così non è stato e di conseguenza non sono arrivati i risultati, non sono arrivate le prestazioni ed è entrata la paura. Secondo me la squadra che ha raggiunto la finale di Coppa Italia non doveva essere smantellata. Zamparini comunque è un presidente di cuore, è pronto a reinvestire nel Palermo e questo è importante".

Il centrocampista chiude con un piccolo riassunto della sua avventura in Sicilia: "Con Ballardini abbiamo fatto una grande stagione, poi con Zenga non riuscii a esprimermi, quando arrivò Rossi cominciammo a volare, ma dopo la finale di Coppa Italia qualcosa è cambiato. Un lento ma inesorabile cambiamento di rotta per una squadra che aveva fatto benissimo nell´ultimo triennio, un cambiamento che ha avuto l'epilogo con l'addio di Migliaccio questa estate. Si poteva chiudere in maniera diversa, questo sì".

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