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Una delegazione del club rossoblù, guidata dal direttore generale Marroccu, si è recata nel Municipio di Quartu. Ipotesi di un'apertura limitata o anche di porte chiuse.

Il Cagliari non ci sta: il club rossoblù non si rassegna all'idea di dover giocare la sfida interna contro il Torino in continente, lontano dalla Sardegna. Dopo il rifiuto dell'Comune di Quartu di firmare l'autorizzazione provvisoria per giocare la partita all'Is Arenas, e la successiva sentenza del Tar, che ha rigettato il ricorso della società di Viale La Playa, stamattina una delegazione si è recata nel Municipio della città per provare a smuovere le acque.

La richiesta rivolta agli amministratori locali è quella di dare l'assenso all'apertura dell'impianto. A capeggiare la delegazione del club c'era il direttore generale Francesco Marroccu, che ha avuto un colloquio cordiale con il vicesindaco Fortunato Di Cesare.

L'amministrazione comunale, pur ribadendo le ragioni del no alla richiesta di autorizzazione presentata nei giorni scorsi dal Cagliari, ha tuttavia assicurato di essere pronta a dialogare con la società di viale La Playa nell'eventualita che il Cagliari presenti una nuova richiesta relativa all'apertura di solo alcuni settori dello stadio ritenuti sicuri.

La Lega Calcio attende infatti sviluppi per comunicare la sede della partita. Il Comune ripeterebbe la stessa procedura usata per la prima richiesta, chiedendo prima un parere legale e poi rispondendo in tempi brevi al club. Non è però da escludere, come affermato dal direttore della comunicazione del Cagliari, che alla fine la richiesta possa essere quella di giocare a porte chiuse, ma sempre ad Is Arenas.

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