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L'ex preparatore atletico di Parma, Milan e Nazionale oggi alla Dinamo Kiev spiega: "Bisognerebbe ricreare i ritiri precampionato di un tempo".

L'ultimo turno di campionato ci ha detto che, con ogni probabilità, le squadre italiane fanno una fatica enorme a sostenere il doppio impegno settimanale. La Juventus è stata battuta dalla Roma, Inter e Lazio sono state travolte rispettivamente da Fiorentina e Siena, l'unica che si è salvata è il Napoli che comunque non è andato oltre il punto interno con la Sampdoria.

Conte, dopo la caduta dell'Olimpico, si è subito lamentato del calendario, Mazzarri l'ha fatto in conferenza stampa pre match, Stramaccioni si è addossato la colpa di aver sottovalutato i tanti impegni ravvicinati.

L'impegno europeo sembra quindi rallentare e non poco le nostre squadre in campionato, Vincenzo Pincolini però, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha spiegato: "Lamentarsi dei calendari è pericoloso: crea alibi anche ai giocatori, non solo agli allenatori".

L'ex preparatore atletico di Parma, Milan e Nazionale oggi alla Dinamo Kiev, ha criticato gli allenatori italiani: "Serve una cultura sportiva diversa da quella che al momento c'è in Italia. I nostri allenatori devono saper creare l'energia nervosa corretta: chi si lamenta non sa toccare i tasti giusti. Bisognerebbe ricreare i ritiri precampionato di un tempo, non fare come adesso che le squadre si ritrovano 4 giorni in sede e poi partono per tournée mondiali. E poi serve ritrovare l'intensità degli allenamenti, anche durante le partitelle, perché l'intensità aiuta ad allenare anche la mentalità. Negli Anni 80-90 si prestava più attenzione al lavoro settimanale. Il Milan di Sacchi non sarebbe stato quello che è stato senza quella cura degli allenamenti".

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