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"Se il Siena ci crede, perché non dobbiamo farlo noi?" si chiede il direttore sportivo rosanero. Gli fa eco il difensore: "La città è delusa, ma noi lotteremo fino alla fine".

Una volta si parlava di 'brodino buono per muovere la classifica'. Ma i pareggi, in questo momento, non sono ciò che serve al Palermo, che dall'arrivo di Malesani ha racimolato 2 punti in altrettante partite. Sabato prossimo, nello scontro diretto con un Genoa in forma e rivitalizzato dall'ex Ballardini, l'obbligo è quello di vincere.

La pensa così il direttore sportivo Giorgio Perinetti, per il quale non esistono alternative ai 3 punti. "Sarà una gara molto difficile, contro una squadra che a gennaio si è rinforzata parecchio. Ma dobbiamo crederci: è questo il primo passo per compiere l'impresa, e i giocatori sono convinti di potercela fare".

"Miccoli e Boselli possono coesistere - continua il dirigente rosanero - Abbiamo un centrocampo più muscolare, è vero, ma ciò ci consente di supportare il tridente d'attacco, visto che Fabbrini, Formica e lo stesso Fabrizio non sono particolarmente inclini al sacrificio. Un minimo di equilibrio ci vuole".

A 13 giornate dal termine, e con la squadra a -6 dal quartultimo posto - occupato proprio dal Genoa -, la missione è quella di unire le forze. "Mi auguro che ci sia un tutt'uno tra squadra, pubblico e ambiente. Non vogliamo rammarichi alla fine. Se ci crede il Siena, perché non dobbiamo farlo noi?".

A fargli eco c'è Salvatore Aronica, subito titolare nella squadra della sua città dopo l'arrivo dal Napoli. "La città è delusa, e visti i risultati sarebbe strano il contrario - dice in conferenza stampa - Ma noi siamo abituati a lottare. E sono certo che i tifosi ci daranno una mano fino alla fine".

"Sabato dobbiamo fare il risultato della vita - continua il mancino - sappiamo che contro il Genoa è uno degli ultimi treni salvezza. Dobbiamo centrare il risultato, anche con l'aiuto del pubblico: la società ha adottato la politica dei prezzi popolari, spero che lo stadio sia una bolgia".

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