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Inter demolita a Firenze, Moratti non cambia idea su Stramaccioni: "Ha poche colpe, in campo ci vanno i giocatori"

Il patron difende il tecnico dopo la quaterna subita dalla Fiorentina. Ma riconosce il momento negativo: "Ieri è scesa in campo una sola squadra. Pensiamo a rifarci nel derby".

Il giorno dopo è il più amaro. Perché si realizza con lucidità che la figuraccia è stata di quelle enormi. La lucidità è quella che cerca di mantenere Massimo Moratti, che dopo la quaterna subita dall'Inter a Firenze non cede alla tentazione di un golpe in panchina, difendendo Andrea Stramaccioni dalle critiche.

"Non lo condanno - dice il presidente nerazzurro, intercettato fuori dagli uffici della Saras - quest'anno sta facendo un'esperienza diversa da quella dello scorso anno e può permettersi di sbagliare. Le colpe non sono soltanto sue, in campo ci vanno i giocatori. Per fortuna non succede molto spesso".

Di certo, però, la batosta di ieri sera contro la Fiorentina è di quelle che difficilmente si dimenticano. E Moratti non cerca alibi di alcun tipo. "In campo è scesa solo una squadra, per cui è anche difficile commentare una partita così. Si può parlare soltanto dei viola".

Ora c'è il derby col Milan, in programma domenica prossima nel posticipo serale. Ma che non si tratti di un match decisivo per il futuro nerazzurro è lo stesso presidente a ribadirlo con forza: "Che discorsi sono questi?".

"Mi aspetto un derby combattuto da parte della mia squadra - dice ancora Moratti - I 18 anni alla guida dell'Inter? Neanche sapevo della ricorrenza, spero di festeggiarli con una vittoria domenica. Non commento i cori verso Milito e Balotelli, è il punto di vista dei tifosi. Preferisco pensare alla partita".


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