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Raffaele Pagnozzi, candidato alla presidenza del Coni, ha posto l'accento sulla necessità di riforme per evitare casi come quello di Cagliari. Rebus sulla sede del match col Toro.

Cagliari-Torino, match in programma domenica prossima alle 15 per la 26esima giornata di Serie A, non si giocherà, salvo colpi di scena, allo stadio 'Is Arenas'. Il Comune di Quartu Sant'Elena, infatti, ha negato l'autorizzazione necessaria, come annunciato su Facebook da Ivan Paone, responsabile della comunicazione del club sardo.

"Il Comune di Quartu ha negato l'autorizzazione provvisoria per l'uso dello stadio Is Arenas per Cagliari-Torino". Al momento, dunque, c'è fortissima incertezza su dove si giocherà la partita in questione. Il no alla disputa è arrivato a causa del rischio di un'eventuale "declaratoria di illegittimità del nuovo procedimento in sede penale, con l'ulteriore conseguenza di esporre la stessa Amministrazione comunale a responsabilità di natura amministrativo-contabile, e di natura civilistica e risarcitoria": questo il comunicato sulla vicenda da parte del Comune.

Il problema è sempre quello: "La pendenza di un procedimento penale avente ad oggetto la legittimità dei precedenti provvedimenti autorizzativi". A questo punto, o si cercherà di stringere i tempi per ottenere la licenza (quella definitiva) di utilizzo dell'impianto, oppure il pericolo è quello di non poter giocare nemmeno le prossime gare a Is Arenas.

Il caso Cagliari, come spiegato da Raffaele Pagnozzi, candidato alla presidenza del Coni, ribadisce l'urgenza di una legge sugli stadi, da anni invocata e mai realizzata concretamente: "Dobbiamo approfittare di questa coincidenza fra le elezioni politiche e quelle del Coni per fare un grande progetto, una legge sugli stadi renderebbe tutto più chiaro ed eviterebbe anche di incappare in tutto ciò che si è verificato a Cagliari".

"Sono convinto - ha aggiunto Pagnozzi, ospite a 'Radio anch'io' - che nel corso di quest'anno, con il nuovo Parlamento, si arriverà all'approvazione di questa legge. Ma non solo per gli stadi di calcio, anche per l'impiantistica di base".

Intanto oggi è andato in scena, nell'ospedale dove si trova ricoverato, l'interrogatorio del sindaco Mauro Contini, arrestato al pari del presidente Cellino nell'inchiesta sui lavori di realizzazione dell'impianto. "Ha risposto a tutte le domande ma siamo ancora a metà strada - ha spiegato il suo avvocato, Luigi Concas - L'interrogatorio è iniziato alle 9.58, l'atmosfera è serena. Il sindaco ha risposto e risponderà a tutte le domande del giudice. Noi chiederemo la revoca del provvedimento restrittivo o la sostituzione con gli arresti domiciliari, una richiesta che faremo anche se il sindaco non volesse, siamo noi a decidere la linea difensiva".

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