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Conte tiene alta la concentrazione della squadra e studia le contromosse per arginare l'attacco giallorosso. Riecco il ghanese: con lui la capolista ha vinto l'80% delle partite.

Parola d'ordine: evitare un'altra San Siro. Ovvero, una caduta fragorosa - nel gioco, più che nel punteggio - seguita a un'impresa di Coppa. Come accadde lo scorso 24 novembre alla Juventus contro il Milan, quattro giorni dopo il trionfo sul Chelsea. Per questo Antonio Conte, dopo il 3-0 al Celtic, cerca di tenere altissima la concentrazione del suo gruppo.

L'allenatore bianconero è soddisfatto, soddisfattissimo. Lo si è notato anche nelle esultanze, particolarmente scatenate, seguite ai goal dei suoi giocatori al Celtic Park. Ma ora è il momento di girare pagina, perché domani sera c'è la Roma e un successo all'Olimpico significherebbe portare a 8 punti il vantaggio momentaneo sul Napoli, di scena domenica con la Samp.

A cosa dovrà stare attenta la Juve? All'attacco dei giallorossi, soprattutto. Perché se la Roma è la seconda peggior difesa del campionato (45 reti subite), è anche il miglior attacco proprio alla pari con la Juve, contando anche i 3 goal a tavolino col Cagliari. Eredità di Zeman. Andreazzoli sta cercando di portare più equilibrio, Conte ne sta studiando ogni mossa.
 
E sta preparando le sue, ovviamente. Come il ritorno di Kwadwo Asamoah, che domani sera, a quasi due mesi dall'ultima presenza con la maglia bianconera (col Cagliari, sul neutro di Parma), torna a presidiare la fascia sinistra del centrocampo a cinque. Col Ghana è arrivato terzo in Coppa d'Africa, ora spera di ricominciare la corsa verso lo scudetto.

La Juve punta su di lui, per quel che dà in campo ma anche per quel che rappresenta. Con Asa a dar vita a scorribande continue, la capolista ha vinto quasi l'80% delle partite disputate nelle tre competizioni. Senza, si è fermata sotto al 50%. Per chi crede alle scaramanzie, il suo è un ritorno ancor più importante di quello che realmente è.

Ci sarà anche Mirko Vucinic, ovviamente. Ex amato e odiato, nell'estate del 2011 lasciò la Roma per approdare alla Juve e vincere il tricolore al primo colpo. Ma dovrà sfatare una statistica curiosa: da quando è a Torino, non ha mai gonfiato la rete avversaria per tre volte di fila. Con la Fiorentina e il Celtic l'ha fatto. E all'Olimpico spera di iniziare una nuova epoca dal punto di vista realizzativo.

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