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Il club capitolino attende il parere del Consiglio di Stato: assurdo prevedere la retroattività, pensano a Trigoria. E la querelle Is Arenas rende tutto ancora più difficile...

L'ultimo atto è andato in scena ieri. Il Tar ha dato ragione a Massimo Cellino, che ha dunque vinto - almeno per ora - la sua battaglia sulla disputa di Cagliari-Roma, match assegnato a tavolino ai giallorossi, che si sarebbe dovuto giocare lo scorso 23 settembre.

Ma a Trigoria non ci stanno. La società Roma considera vinta quella partita e attende ora il parere del Consiglio di Stato. Cellino, forte della sentenza del Tar, pretende che la gara venga giocata sul campo: un'eventualità considerata assurda nella Capitale, dove si è pronti ad impugnare il verdetto del giudice sportivo. Non può esserci retroattività, insomma, secondo la Roma.

Ma l'opposizione avversaria non è l'unica grana per il Cagliari, il cui patron si trova attualmente in carcere con l'accusa di peculato e falso ideologico in merito alla vicenda Is Arenas. Proprio la sede dell'eventuale disputa del match è un altro bel rebus.

Secondo alcune indiscrezioni, riferite dalla 'Gazzetta dello Sport', l'impianto di Quartu potrebbe addirittura essere posto sotto sequestro, dopo che appena mercoledì era stato disposto il rinvio di 15 giorni per la verifica sui lavori necessari per l'omologazione. Trieste, Parma, Livorno, Torino: queste le probabili sedi del prossimo incontro casalingo dei sardi, contro il Torino.

La parola fine su Cagliari-Roma, ad ogni modo, sarà scritta dall'Alta Corte del Coni, che si riunirà entro marzo ed emetterà una sentenza inappellabile.

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