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Ieri l'uruguaiano compiva 26 anni, ma col Viktoria Plzen non ha potuto festeggiare con il goal. Mazzarri, intanto, se la prende col terreno di gioco: "Un campo di patate".

D'accordo, l'Europa League non conterà come il campionato, per il Napoli, e soltanto i 15000 valorosi che ieri sera contro il Viktoria Plzen sono accorsi al San Paolo la pensano probabilmente in modo contrario. Però Edinson Cavani rosica. Non avrà nemmeno dormito, stanotte, ripensando alla partita e a un digiuno per lui insolito.

Il Matador, che ieri compiva 26 anni, non segna da tre partite, compresa quella contro i cechi. Anche contro Lazio e Catania, in gare di campionato, non aveva timbrato la rete avversaria, colpendo anzi a Roma una traversa clamorosa. In stagione è la seconda volta che accade. E per uno che ha già esultato 27 volte fin qui, è davvero una rarità.

Anche Walter Mazzarri nel dopo partita era teso, irrequieto, arrabbiato. L'allenatore azzurro se l'è presa con il terreno di gioco, pessimo. "Lo dico da sempre che non ci aiuta. Specie nel primo tempo, siamo stati danneggiati negli appoggi dalle condizioni del manto erboso".

Ecco il vero alibi del tecnico, dunque, che non vuol sentir parlare di indigestione da turnover. "La rotazione non c'entra - ha continuato - La verità è che è difficile giocare su questo campo di patate. Con un terreno di gioco normale, di palle goal ne avremmo create 12 invece che 7".

Ma anche l'arbitro finisce nel mirino del tecnico livornese: "Al primo tiro in porta, abbiamo incassato il goal. E sugli altri due c'era anche un fuorigioco. Nella ripresa però, dopo l’inserimento di Hamsik ho visto una squadra arrembante. Per venti minuti li abbiamo schiacciati nella loro area. Ma non siamo stati fortunati al momento di piazzare il colpo decisivo ed in altre circostanze è stato bravo il loro portiere. Abbiamo sbagliato l'impossibile. Mi dispiace, ma su questo non tollero critiche: i ragazzi hanno dato tutto, ci tenevano a fare un buon risultato, l'impegno io l'ho visto dal primo all'ultimo minuto".

Non sarà rimasto soddisfatto dalla prova dei suoi giocatori nemmeno Aurelio De Laurentiis, che ha seguito la gara da Los Angeles. Il patron azzurro sarà comunque al San Paolo domenica, in occasione della delicata sfida contro la Sampdoria, per star vicino a una squadra che tra non molto potrà concentrarsi, a meno di imprevisti ribaltoni, solo sul campionato.

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