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Con l'arrivo di Ballardini il Grifone ha trovato serenità e ora guarda con fiducia alla salvezza, ma il difensore frena gli entusiasmi: "Non abbiamo fatto ancora nulla".

Ha 34 anni e non li dimostra, Daniele Portanova: il Genoa da qualche partita ha cambiato marcia, forse anche per merito suo la difesa non è più un colabrodo. C'è feeling tra la città, l'ambiente rossoblù ed il difensore.

"La prima volta in cui venni a Genova, facendo il militare,
- ha raccontato - tornavo il venerdì e la città non la vivevo. Genova mi affascina, è una città ricca di storia, come il Genoa. E poi i luoghi di mare, beh, hanno un’attrattiva unica”.

Dopo molte difficoltà, con l'arrivo di Ballardini il Grifone sembra aver trovato un po' si serenità: “La cosa più importante, quando avviene un cambio di allenatore, è che tutto torna in discussione. Cambiano i metodi e caso vuole che sia coinciso con il calciomercato, la spinta in più. Ma nulla abbiamo ancora fatto, ogni settimana c’è da sudare. E tanto”.

Per quanto lo riguarda, il difensore ha tanta voglia di dimostrare il suo valore, dopo esser rimasto fermo a lungo per la squalifica per Scommessopoli. "Più passano gli anni, - ha dichiarato il difensore - più cresce la voglia di giocare e allenarmi. Questo mi rende felice. Ho impostato la carriera così. E così la finirò”.

Infine un pensiero e una battuta su un altro suo coetaneo Totò Di Natale, che affronterà domenica prossima: “La prima volta in cui lo affrontai, militava nell’Empoli. E’ un giocatore che rappresenta l’eccellenza del calcio italiano. Un bomber fantastico, sempre ai vertici della classifica cannonieri. Sarebbe brutto, lo dico per lui, vederlo festeggiare in trasferta il 150° gol in A con l’Udinese. Totò, vuoi mettere segnarlo allo stadio Friuli?”.

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