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"A un titolare della Nazionale è stato preferito qualcuno più acerbo - dice l'ex ad del Palermo - Ma i giallorossi hanno un buon organico, dovrebbero lottare per lo scudetto".

Dopo aver sbattuto la porta in faccia al Palermo, causa dissidi col solito Zamparini, Pietro Lo Monaco può divertirsi a opinare su vari argomenti inerenti il mondo del calcio italiano. Tra cui, ad esempio, i problemi che sta attraversando la Roma, alla ricerca di un'identità dopo il passaggio di panchina tra Zeman e Andreazzoli.

"I giallorossi hanno un grande organico - dice a 'Radio IES' - con giocatori giovani di sicuro avvenire. Però certe scelte hanno lasciato un po' di perplessità. Come la panchina di De Rossi, titolare della Nazionale e anima di questa squadra, a cui è stato preferito qualcuno che evidentemente è ancora un po' acerbo".

Sulla cacciata di Zeman: "Non voglio sindacare sulle scelte degli altri, mi sembra scorretto farlo. Dico soltanto che la Roma, come società e come ambiente, dovrebbe lottare per lo scudetto con la Juventus. Lo dice la storia, lo dice il pubblico e tutto il resto. Se avrei preso Zeman? No, avrei preso Montella".

"L'assenza di un presidente non è la cosa più importante - continua Lo Monaco - quello che conta di più è la gestione vera della società, i numeri, il bilancio, i risultati sportivi. Io lo so perché senza un presidente ho lavorato per tanti anni".

Molto colorito il commento sul caso Osvaldo-Totti: "Se capita nella mia squadra prendo a pedate nel sedere chi ha calciato il rigore e riprendo il rigorista che doveva calciarlo e non l’ha fatto”.

Su un suo eventuale futuro nella Capitale: "Preferisco non rispondere. Roma è una piazza incredibile che ha già i suoi dirigenti competenti. Posso solo augurare alla Roma e ai romani le migliori fortune. Roma è senza ombra di dubbio una piazza appetibile, non ci sono riflessioni negative a tal proposito. Chi venisse contattato deve solo sentirsi onorato di poter lavorare in una piazza come quella di Roma”.


 

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