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Il presidente e l'ad Zarbano si discolpano con una nota sul sito ufficiale del club: "Provocate conseguenze dannose per l'immagine della società e dei suoi rappresentanti".

Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, rispedisce al mittente le accuse di evasione fiscale. Attraverso il sito ufficiale della società ligure, il patron e l'amministratore delegato Alessandro Zarbano hanno diramato una nota in cui si discolpano dal fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Genova circa il presunto mancato pagamento dell'Iva nel 2011 per 8 milioni di euro.

"La Società - spiega - ribadisce la piena correttezza del proprio operato fiscale e, pur facendo pieno affidamento sulla valutazione che i Giudici potranno dare ai fatti contestati, ritiene necessario comunicare quanto segue. Da quanto si è potuto apprendere, è doveroso precisare come nella fattispecie non risulti contestata alcuna sottrazione di imposte, ma esclusivamente il mancato versamento nei termini dell’IVA relativa all’anno 2011, ritenendosi la Società responsabile del reato di cui all’art. 10 ter del D.lgs. n. 74/2000".

"Tale versamento - prosegue la nota - in realtà è avvenuto nel pieno rispetto di un piano di rateazione concesso dall’Agenzia delle Entrate prima della scadenza del termine per il versamento, per cui si ritiene che la contestazione derivi da un disguido di comunicazione tra le Autorità preposte. La Società, infatti, ha fatto legittimo affidamento sui termini di versamento previsti dal provvedimento di rateazione, provvedendo, anzi, al versamento della prima rata in anticipo rispetto alla data concordata".

Scorrendo il comunicato, si legge che "un approfondimento della questione condurrà a escludere la ricorrenza di qualsiasi forma di illecito addebitabile alla Società o ai suoi rappresentanti, che hanno trovato da parte dell’Autorità Fiscale formale riconoscimento in un provvedimento amministrativo al quale la Società si è immediatamente conformata".

"La mancata conoscenza di tali fatti, di cui ci si riserva la doverosa produzione nel giudizio, ha provocato una disinformazione mediatica che ha prodotto conseguenze dannose per l’immagine della Società e dei suoi rappresentanti, per cui è già stato dato mandato ai legali per ogni forma di tutela nelle sedi competenti", conclude la nota.

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