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L'ex fischietto, ora designatore dell'UEFA, ha toccato diversi argomenti: da Mourinho a Keane, dalla nostalgia del campo alla preparazione fisica dei direttori di gara.

Compie oggi 53 anni Pierluigi Collina, probabilmente il più famoso arbitro della storia. L'ex fischietto ora è il designatore dell'UEFA, che lo ha voluto come capo vista la sua esperienza e, per l'appunto, la sua fama internazionale.

"Sono pochi quelli che possono svolgere il lavoro nel settore che amano, sono fortunato. Se mi manca il campo? Molto, ogni tanto per eventi di beneficenza mi diverto a dirigere ancora qualche gara, ma di tutto il resto non ho nostalgia, specialmente del caos e delle polemiche del lunedì mattina".

Collina è intervenuto quest'oggi a 'Radio Sportiva': "Mourinho una volta disse che dovevano assegnare a me il Pallone d'Oro, oltre che ringraziarlo non posso ricordare come sia un grandissimo. Conservo con affetto una fotografia assieme a Roy Keane, giocatore di grande carisma e molto rude, ma questo non significa averne poca stima".

Il designatore gonfia il petto: "In Europa e in Italia ormai è sempre più difficile distinguere il direttore di gara dal giocatore, perché i fischietti sono sempre più preparati fisicamente. Impostazione da me fortemente voluta, che ci porta a fare una ampia selezione".

Gli arbitri di porta continuano a far discutere: "Stiamo portando avanti quella che da una sperimentazione è diventata una prassi nel giro di pochissimo. Per la serie A, considerate che la decisione ufficiale arrivò a ridosso dell´inizio del campionato ed era difficile attrezzarsi in breve, il giudizio non può che essere positivo".

Anche da Collina rriva la chiusura sul fallo di mano di Granqvist: "L'interpretazione dei regolamenti spetta all'Ifab, che decide sulle regole; comunque rileggendo i criteri per il fallo di mano, l'episodio di Granquist in Genoa-Juventus dove il giocatore si calcia la palla sulla mano, in quella posizione, può rientrare tra i termini dell'involontarietà".

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