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Il presidente rossoblù rivela: "Come ricorderete, eravamo già stati assolti in prima istanza, ma a quella decisione si era opposto il procuratore Palazzi".

Non si placa l'ira del presidente del Genoa, Enrico Preziosi, all'indomani delle sanzioni della Commissione Disciplinare che ha stangato il club in merito ai fatti di Genoa-Siena del 22 aprile 2012 (i giocatori rossoblù tolsero le maglie su invito degli ultras).

Un mese di inibizione al massimo dirigente e un'ammenda complessiva di 280 mila euro per la società. Decisione che ha mandato su tutte le furie il presidente ligure, pronto a fare ricorso.

Dalle pagine della Gazzetta dello Sport rilancia: “Non accetto nella maniera più assoluta il verdetto, tanto che abbiamo già presentato ricorso. Come ricorderete, eravamo già stati assolti in prima istanza, ma a quella decisione si era opposto il procuratore Palazzi. Si tratta di un verdetto, questo, che non rispecchia assolutamente i fatti”.

Poi in maniera sibillina rivela: “Chi era sul posto sa esattamente come si erano svolti i fatti. Poi, ognuno può agire secondo coscienza. Io non dico altro”.

Va ricordato come Preziosi a caldo nell’immediato post-partita addebitò la colpa alle forze dell’ordine, che avrebbero dato disposizioni sul fatto di togliere le maglie. Versione che poi fu smentita dai responsabili della sicurezza pubblica.

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