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Il tecnico granata, però, preferisce concentrarsi sulla prossima gara di campionato: "L'Atalanta è un ottimo collettivo, avversario temibile. Non inganni il risultato dell'andata".

Una ferita aperta che gli è costata l’espulsione con tanto di diffida. Giampiero Ventura, tecnico del Torino, non ha ancora digerito l’arbitraggio di domenica scorsa a Udine. Al centro delle polemiche è finita la direzione di gara dell’arbitro Banti, reo di aver sorvolato su alcuni episodi dubbi. E non solo.

Dalle pagine di Tuttosport l'allenatore granata si rammarica per quanto accaduto al 'Friuli', a cominciare dalla sua espulsione: “Sinceramente non mi aspettavo provvedimenti particolari nei mie confronti. Non ho fatto assolutamente niente. Ho espresso un pensiero a voce alta, peraltro contro nessuno”.

Sui singoli episodi rilancia: “Gli episodi determinano gli esiti delle partite. Se noi a Udine avessimo avuto almeno in parte ciò che ci spettava il risultato sarebbe stato diverso “.

Resta, però, la delusione: “Quella decisione dell’arbitro mi ha ferito, soprattutto sotto il profilo umano. Io penso di essere un professionista serio ed educato e per questo che non accetto che mi si punisca per aver espresso un legittimo pensiero a voce alta contro nessuno e tra me e me”.

Tornando al campionato, infine, il pensiero va alla gara casalinga contro l’Atalanta che all’andata i granata strapazzarono a domicilio per 5-1: “Non facciamoci condizionare dal roboante risultato maturato a Bergamo. L’Atalanta, rispetto ad allora, è cambiata. E’ un ottimo collettivo con individualità di spessore. Un avversario temibile, insomma”.

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