Per il club il numero 10 non si è preso la responsabilità di battere un rigore pesante, mentre Andreazzoli ieri lo ha rimproverato duramente: "Dovevi togliergli la palla".
Di chi è stata la colpa di quanto successo domenica allo stadio Marassi di Genova, con Osvaldo che si è incaricato di battere un rigore sottraendolo a Totti e poi sbagliandolo malamente? Sembrerebbe esser questo il tema principale di discussione in casa Roma dopo la pesante debacle in campionato contro la Sampdoria.E la risposta che la società giallorossa sembra aver dato a questa domanda è per certi versi sorprendente. Sotto processo come principale imputato è infatti finito il capitano giallorosso, che, come riferiscono oggi 'Il Corriere dello Sport' e 'La Gazzetta dello sport', è stato ritenuto da dirigenza e allenatore il principale responsabile del pasticcio.
Per i dirigenti del club capitolino, insomma, la colpa del pasticcio di Genova sarebbe da imputare a Francesco Totti, il quale non se la sarebbe sentita di calciare un rigore 'pesante' che avrebbe potuto riaprire la partita contro i doriani.
E ieri il tecnico Andreazzoli, in allenamento, dopo averle 'cantate' ad Osvaldo ("Devi rispettare le gerarchie, questi atteggiamenti non vanno bene"), ha poi rincarato la dose con il capitano, che è stato preso in disparte e sgridato: "Sei tu il rigorista, dovevi togliergli la palla e battere quel rigore".
Ora, che il numero 10 non fosse più un intoccabile lo si era capito anche in estate, quando Baldini lo aveva definito 'un pigro', ma stavolta si è andati oltre, tant'è vero che lo stesso Totti se l'è presa e avrebbe persino pensato di dare la sua versione dei fatti sul proprio sito ufficiale, salvo poi desistere per pressioni della dirigenza, e segnatamente di Sabatini, come svela la 'rosea'.
Sono tanti infatti i motivi per cui in tutto quello che è accaduto a Genova, Francesco Totti sembra entrarci ben poco. In primis perché se non si è imposto su Osvaldo e non ha fatto polemica è stato solamente per il bene della squadra, per non mettere ulteriori tensioni in una situazione divenuta quasi ingestibile.
In secondo luogo perché, a prendersi le maggiori colpe, avrebbe dovuto essere semmai lo stesso tecnico giallorosso: Totti infatti si gira verso la panchina quando Osvaldo prende il pallone, aspettandosi che sia l'allenatore a imporre le sue decisioni, ma da parte di Andreazzoli non arriva nemmeno un cenno...
Il capitano della Roma, insomma, è stato fatto oggetto di un processo che sembra immeritato e generoso per come sono andati i fatti e per quanto dato alla squadra nella sua carriera e in questa stessa stagione.

