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Squadra compatta e concreta, la cura del nuovo tecnico funziona e i risultati si vedono. L'ex centrocampista della Roma intanto è in crescita costante...

Continua la serie positiva del Genoa di Ballardini, che a Parma incamera il quinto punto della gestione del mister romagnolo, subentrato a Delneri il 21 gennaio. I rossoblu hanno molti motivi per sorridere: la classifica, pur rimanendo alquanto pericolosa, li vede in vantaggio sul terzetto delle pericolanti, la squadra ha acquisito maggior consapevolezza sia della situazione allarmante sia, soprattutto, dei propri mezzi tecnici, e i risultati positivi delle ultime settimane hanno contribuito anche a rasserenare l'ambiente, che appare compatto e positivo come non era da tempo.

COSA VA – Ballardini ha disegnato il Genoa a sua immagine e somiglianza: squadra concreta, molto compatta in fase difensiva e pericolosa nelle proiezioni offensive soprattutto grazie ai tiri da fuori dei centrocampisti e agli schemi su calcio da fermo. E' un Genoa geometrico e aggressivo, che anche a Parma ha dato sfoggio di buone qualità caratteriali e tattiche, sfiorando il colpaccio nella ripresa con il vivacissimo Bertolacci, che ricopre il ruolo fondamentale di “guastatore” tra le linee, bravo nel raccordare al meglio il denso centrocampo rossoblu con l'unica punta Borriello.

COSA NON VA – Emblematica un'azione, potenzialmente molto ghiotta, capitata nel finale a Immobile. L'attaccante campano si è gettato in avanti palla al piede, trovando la retroguardia parmense sbilanciata; invece di servire l'accorrente Olivera, lasciato colpevolmente solo dai difensori emiliani, il bomber dell'Under 21 si è incaponito in un dribbling di troppo, risultato fatale. Questo limite nelle assistenze e in fase di rifinitura, che spesso affiora nelle ripartenze rossoblu,  rappresenta l'unica eredità delle precedenti gestioni tecniche non ancora pienamente superata.

TOP&FLOP - Impressiona Bertolacci: il giovane centrocampista scuola Roma si è calato perfettamente nel ruolo riservatogli da Ballardini di “falso” trequartista dietro l'unica punta, in realtà guastatore con licenza d'offendere a galleggio tra centrocampo e attacco, in modo da infastidire la fase difensiva degli avversari e consentire ai centrocampisti centrali di avere assistenza nelle percussioni offensive. E' sfortunato nella ripresa con due “missili” lanciati verso la porta di Pavarini che finiscono rispettivamente sull'incrocio dei pali e sul palo alla destra dell'estremo difensore parmense.

Non brilla particolarmente la stella di Immobile: l'attaccante campano, che vive una fase di luci e ombre, entra nella ripresa per lo stremato Borriello ma non supporta l'azione con la stessa efficacia del collega, e anzi spreca una ghiotta occasione per colpire il Parma proprio nel finale (vedi sopra).

CONSIGLI PER IL MISTER – Bene il 3-5-1-1, modulo molto difensivistico sulla carta, ma che in realtà offre soluzioni importanti per gli inserimenti di esterni e centrocampisti. Il ritorno di Vargas potrebbe portare qualche problema di abbondanza sulla fascia sinistra, visto il buon momento di forma di Moretti e Antonelli; si può ovviare reinventando Antonelli mezzala sinistra, ruolo per il quale dovrebbe avere sia la gamba che la predisposizione tecnico-tattica, con il cileno ex viola libero di sgroppare sulla fascia. I due possono anche sovrapporsi con profitto, come visto nelle rare occasioni in cui hanno potuto giocare assieme in questi mesi.

IL FUTURO – Il margine d'errore è molto sottile, vista la classifica. Domenica scenderà a Marassi l'Udinese di Guidolin, data in discrete condizioni. Impegno non facile, con diverse criticità, che i rossoblu però devono provare a far loro con la determinazione vista nelle ultime uscite, per proseguire la marcia verso la salvezza, obiettivo che qualche settimana fa sembrava ai limiti del possibile, ma che il ritorno di Ballardini ha reso decisamente più praticabile.

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