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L'ex direttore generale di Palermo e Genoa si è raccontato, spiegando le sue argomentazioni in merito alla partenza (o 'cacciata', come sostiene zamparini) dal Palermo.

E' stato un addio improvviso e contrastato quello di Pietro Lo Monaco al Palermo. L'ex direttore generale rosanero aveva annunciato le proprie dimissioni dall'incarico ad inizio febbraio, il giorno della presentazione di Malesani quale nuovo allenatore della squadra siciliana. Una decisione presa in seguito a problemi esistenti fra lui e il presidente Zamparini.

Lo Monaco ha raccontato oggi le sue verità in un'intervista rilasciata a 'Monday Night', trasmissione di 'Sportitalia'... "Non ho capito la decisione di Zamparini, ma rispetto le scelte della proprietà - ha detto l'ex dg rosanero - Lui stesso ha detto che mi ha mandato via, anzi mi pare d'aver letto che mi ha addirittura cacciato. In questi sei mesi non mi sono fatto mancare niente, la colpa forse è esclusivamente mia perchè sapevo chi avevo di fronte. Il fatto di avere accettato l'incarico e aver creduto alle promesse è stato un mio errore di valutazione".

Lo Monaco rimarca poi la diversa situazione creatasi al momento della sua partenza dal Genoa rispetto a quella col Palermo... "Col Genoa una volta capito che non c'era sintonia abbiamo deciso di separarci - ha detto - L'avventura di Palermo, invece, mi ha toccato profondamente. C'era la volontà della proprietà di farmi entrare in un progetto, c'era un accordo sul mio stipendio e con quello avrei comprato il 10%, ma non c'era nessuna volontà di diventare il presidente del Palermo, come invece ho sentito. Io, d'altro canto, sono solo un gestore".

Lo Monaco, poi, esclude che la scelta di Zamparini sia dovuta al fatto che si sia sentito messo in ombra dal suo direttore generale... "Non entro in questi discorsi - ha detto Lo Monaco - Se la gente si è affezionata a me è perchè in questi mesi ho lavorato molto. La squadra, quando sono arrivato io, era ultima in classifica e quando ci sono i cambi tecnici c'è un fallimento della società".

"Il Palermo - ha proseguito - si è ritrovato ad affrontare un campionato in salita, con un organico di un certo tipo che ha costretto, a gennaio, a fare degli interventi importanti che vanno invece fatti in estate. Sono state fatte 13 cessioni e 10 acquisizioni, senza toccare il budget fissato per gli stipendi e chiudendo addirittura in attivo le varie compravendite. Palermo merita tanto, è una delle città più importanti d'Italia".

Non è stata una convivenza facile quella fra Lo Monaco e Zamparini e lo stesso ex dg rosanero ammette che i problemi erano diversi, come sulle scelte gestionali... "Riguardo la scelta del nuovo allenatore Zamparini è stato chiaro, ha detto che voleva decidere tutto lui. Quindi è stata totalmente una sua scelta. I motivi me li ha esposti, ma sono così insignificanti che non vale neanche la pena riportarli".

"Il presidente al Palermo è uno e si chiama Zamparini - ha proseguito Lo Monaco - Mi viene però da dire che due uomini forti non potevano coesistere. Lui non è a Palermo, evidentemente qualche sciacallo gli ha riportato voci e fantasie sulla storia del ruolo di presidente".

Nonostante i rapporti non idilliaci, Lo Monaco ha di Zamparini un'ottima opinione... per quanto riguarda l'uomo. Meno per ciò che concerne il ruolo da presidente di calcio... "Zamparini è un uomo di grandi valori - ha detto - Se devo dargli un voto gli do otto come persona. Da presidente, invece, deve capire che le decisioni di pancia sono quelle sbagliate, non è ponderato nelle scelte. Se mi sentirei responsabile di un'eventuale retrocessione del Palermo? Certo, anche se si è lavorato in un ambiente per un solo giorno ci si sente responsabili, non è possibile lavarsene le mani".

Sul suo futuro, poi, Lo Monaco vede all'orizzonte solo un periodo di vacanza, ma di lasciare il calcio non se ne parla... "Dissi che col Palermo sarebbe stata la mia ultima esperienza, ma che comunque sarei rimasto nel mondo del calcio - ha detto - Per un dirigente, lavorare in un club e non poter gettare le basi per un progetto è una delle cose più frustranti. La Roma? Mi piace come si è mossa la società, ha dato dimostrazione di forza. Quello giallorosso potrebbe essere un progetto intrigante da portare avanti".

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