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Il candidato alla successione di Petrucci fa campagna contro il calcio e suggerisce di lasciarlo fuori dalla Giunta del Coni.

Non è stato certamente un bello spettacolo quello offerto da Delio Rossi durante il match vinto dalla sua Sampdoria sulla Roma, con quel dito medio mostrato nel concitato finale al giallorosso Burdisso e il successivo arringare la folla sugli spalti del Ferraris.

Il buon Delio se ne è evidentemente reso conto, visto il comunicato di scuse pubblicato sul sito ufficiale della società blucerchiata, ma la vicenda dà lo spunto a Giovanni Malagò, candidato alla presidenza del Coni al posto di quel Petrucci sfollato al basket, per un duro attacco allo sport più amato dagli italiani.

"Spiegatemi in quale altro sport un allenatore fa un gesto del genere.  In un 80% che lo condannava, c'era una frangia che diceva di capirlo perchè era sotto pressione. Non è l'unico episodio, poi c'è anche quello di Viviano con la maglietta".

"Quanto successo ieri - continua Malagò, anticipando il suo programma anti-calcio, se eletto - fa riflettere su come il mio ragionamento è giusto, viva il calcio ma non quello che lancia questi messaggi. Il problema è che siamo troppo calcio-dipendenti. Per un turno dovrebbe rimanere fuori dalla Giunta del Coni, in questi anni il rapporto non ha prodotto dei valori, dei principi e un buon messaggio all'opinione pubblica...".

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