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L'ex centrocampista della Roma critica il boemo per la gestione di Daniele De Rossi: "Quando si ha a che fare con grandi giocatori, se li metti in discussione rischi di perderli".

Altro che rialzarsi e uscire dalla crisi: nel cambio da Zeman a Andreazzoli, la Roma non riesce a trarre vantaggio e viene sonoramente sconfitta in casa della Sampdoria. Una battuta d'arresto resa ancora più dolorosa dall'episodio del rigore 'scippato' - e poi sbagliato - da Osvaldo al proprio capitano Totti.

Sulla vicenda la pensa così Giuseppe Giannini, intervenuto ai microfoni di 'Radio Anch'io': "Il rigore scippato a Totti? E' capitata anche a me la stessa situazione a Napoli, le direttive di uno staff tecnico vanno rispettate e ieri Totti è stato troppo permissivo...".

"Per la Roma e per i suoi tifosi è un momento difficile e bisogna uscire fuori con l'unione e il gruppo - spiega l'ex bandiera giallorossa - Serve una forza di reazione che ieri si è vista pochissimo. Nel momento in cui è stato preso Zeman, si era convinti che fosse la situazione migliore, puntando sul boemo si è preso un allenatore molto stimato dall'ambiente e quindi si voleva soddisfare la piazza...".

Qualcosa però non è andato per il verso giusto col boemo: "La reazione c'era stata anche a livello di abbonamenti, Zeman è sinonimo di spettacolo ma poi in tutto ciò sono sorte difficoltà che abbiamo visto. Grande attacco ma peggior difesa o quasi. Doveva riuscire a trovare un equilibrio ma non c'è stato tutto questo. De Rossi? Quando si ha a che fare con grandi giocatori, se li metti in discussione rischi di perderli".

Giannini torna poi ancora sulla sua voglia di allenare la Roma, con annessi rimpianti per non essere preso in considerazione dall'attuale proprietà: "Fosse toccato a me allenare la Roma sarebbe stato bello, ogni tanto gira il mio nome qui a Roma, però poi non succede nulla. Chi ha responsabilità di decidere non vede in me uno con possibilità per allenare la Roma...".

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