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"In biancoceleste mi sono trovato male" dice l'ex attaccante, ora assistente di Andreazzoli, che poi svela un retroscena: "Ai tempi di Cagliari mi voleva l'Arsenal".

Ha esordito nel grande calcio con la maglia della Roma, in cui ha fatto la trafila delle giovanili. E ci è tornato da assistente allenatore di Aurelio Andreazzoli, dopo l'esonero di Zdenek Zeman. In mezzo, un avventura sull'altra sponda del Tevere, con la maglia della Lazio, che Roberto Muzzi spera di dimenticare in fretta.

"Ci sono annate in cui vuoi fare tanto, ma non ti riesce praticamente nulla - dice l'ex attaccante a 'La Tribù del Calcio', in un'intervista che andrà in onda stasera su 'Mediaset Premium' e che è stata anticipata da 'lalaziosiamonoi.it' - Devo essere sincero, alla Lazio non mi sono trovato molto bene".

Il problema aveva un nome e un cognome: Claudio Lotito. "Non vedevo rispetto da parte sua e degli altri dirigenti nei miei confronti. L'unico che mi ha sempre aiutato è stato Sabatini (che ora Muzzi ritrova nell'esperienza giallorossa, ndr), e allora per evitare problemi ha preferito andarmene".

Il curriculum di Muzzi avrebbe potuto arricchirsi anche di un'esperienza in Premier League. "Ai tempi del Cagliari mi voleva l'Arsenal - svela - Non ci credevo, ma Wenger in persona venne in Italia per tentare di portarmi a Londra. Ero entusiasta, ma alla fine decisi di andare a Udine".

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